Irene, un anno negli USA

Un sogno coltivato per lungo tempo

Partiamo da alcune coordinate. Dove sei stata e per quanto?

Ho trascorso il mio periodo di 10 mesi all'estero negli Stati Uniti più precisamente in South Carolina.

Cosa ti ha spinto a decidere di trascorrere un anno all'estero?

Irene USA Laurea

Sono sempre stata molto curiosa di scoprire posti nuovi e un amante dei viaggi. Durante i primi anni di superiori vedevo molte persone sui social raccontare di questa esperienza: delle attività che facevano, di come il loro inglese fosse migliorato, delle persone che avevano conosciuto e di come tutto ciò li avesse fatti cambiare e gli avesse consentito di nuove visioni sul mondo. Passavo ore e ore a guardare video di questo tipo! Ciò che mi ha spinto veramente a prendere coraggio e partire è stato conoscere direttamente una ragazza che questa esperienza l'aveva fatta: vedere la felicità nei suoi occhi mentre la raccontava mi ha fatto dire "non posso perdermi un esperienza del genere!" 

Qual è stata la cosa che ti è piaciuta di più della tua esperienza? E quella che ti ha più sorpreso?

Irene USA Famiglia

La cosa che mi è piaciuta di più è stata quella di rendermi conto, dopo qualche mese, di far davvero parte della vita che stavo sperimentando; è stato quando ho potuto dire di vivere le mie giornate senza sentirmi più un'estranea. Avevo finalmente trovato le mie amicizie, mi sentivo totalmente a mio agio con la famiglia, conoscevo i professori in giro per la scuola e avevo dei coach che mi supportavano. Quindi si direi che la mia parte preferita sono state le persone che ho incontrato lungo il cammino. Ciò che invece mi ha più sorpreso di più sono state due cose: la prima è il sistema scolastico, non tanto per le materie particolari o gli sport, ma per il fatto che persone con età diverse siano nella stessa classe. La seconda è come gli americani vivano tutto alla grande e come per loro ogni traguardo, anche se piccolo, sia un giusto motivo per festeggiare; ad esempio la “graduation” non è una semplice cerimonia in cui ti viene consegnato il diploma, ma ha una coreografia curata in ogni dettaglio, a partire dal preside che è vestito con una particolare toga. I giorni precedenti ci sono i "grad party", proposti da ogni studente durante i quali amici e parenti vanno a festeggiarlo (e assicuro che non sono una semplice cena).

Hai superato la sfida di adattarti a una nuova cultura e a un nuovo sistema scolastico? Datti un voto e motivalo

Ci sono voluti mesi prima che io potessi considerarmi completamente adattata, inizialmente non è stato facile! Consiglio però a tutti quelli che vorranno provare di non arrendersi ai primi ostacoli: non abbiate paura del nuovo o di ciò che non conoscete. Mi darei come voto un bel 8, perché ho sempre risposto di sì quando mi veniva proposto qualcosa, non ho avuto paura di chiedere o di presentarmi alle persone, e ho visto le differenze culturali come un'opportunità per crescere e imparare qualcosa di nuovo. Ho anche avuto, però, dei momenti in cui pensavo di non potercela fare e che sarebbe stato meglio mollare;  devo ringraziare i miei genitori e le mie amiche per avermi motivata a non arrendermi. 

Qual è secondo te il punto di forza più grande del sistema scolastico che hai sperimentato e quale quello debole?

Il punto di forza sono le attività sia scolastiche che sportive che propongono. Ad esempio, durante l'anno ci sono alcune "feste" d'istituto che coinvolgono tutti i ragazzi della scuola che sono un bel momento di svago e unione tra i ragazzi. Le attività sportive sono però la mia parte preferita. Fanno bene alla salute, creano un grande grandissimo spirito scolastico e sono gratuite. Il punto debole, invece, è la scarsità di contenuti che propongono alcune materie; alcune classi che frequentavano erano "ore perse", dove non veniva insegnato molto, mentre altre classi con difficoltà più elevate, erano molto specialistiche e settoriali; queste ultime lasciano ai ragazzi una buona conoscenza su un piccolo settore, ma poco in quanto a cultura generale. 

Questa esperienza ha cambiato la tua prospettiva sulla vita, sul futuro o su qualche cosa di importante per te?

Si questa esperienza ha sicuramente cambiato la mia prospettiva sulla vita, ogni persona che ho incontrato mi ha lasciato un pezzetto di sé. Ho soprattutto imparato a godermi di più il momento, affrontare i problemi ma senza panico e uno alla volta e vivere giorno per giorno. 

Grazie ad Irene e in bocca al lupo per la sua quinta

 

 

Ultima revisione il 23-09-2026