Una vita tra le poesie: intervista a Riccardo
Quando la vita, con il suo semplice essere, si intreccia con le poesie si forma un qualcosa di intenso, profondo… vivo. Così si presentano “Maledizioni e melodie” e, la sua nuova uscita, “Cento Porte”. Entrambi, libri con raccolte delle poesie (sia in spagnolo che in italiano) di Cupido (Riccardo si firma così), che racchiudono a loro volta l’essenza stessa dell’autore. Un autore brillante, sensibile e che, in un modo semplice, ha dimostrato che le poesie possono rappresentare, anche attraverso poche parole, la profondità di un’intera esperienza.
Insomma, le parole sono il suo pennello e le poesie sono le sue opere d’arte. Oggi abbiamo avuto l'immenso piacere di intervistare Riccardo.

Da quanto tempo scrivi poesie?
Ho iniziato molto presto, quasi per gioco, da bambino mi divertivo ad imitare i rapper provando a scrivere testi in rima e credo che quello si possa considerare come il punto di partenza.
La poesia, invece, ha iniziato a bussare con insistenza nel tempo, circa ai quindici o sedici anni. Da allora ho imparato solo ad ascoltarla e sempre più consapevolmente è diventata una forma d’espressione.
Cosa è per te la poesia?
Per me la poesia è ascolto, dare spazio ad un silenzio che si manifesta, un modo di dare forma, un posto, il tentativo di restituire un ordine per rendere un pensiero abitabile.
C'è qualche autore in particolare che nelle tue poesie ti ispira?
Non ci ho mai pensato, ho letto tanto, tanta poesia. Il mio modo di espormi è stato sicuramente influenzato.
Il mio autore preferito è Cesare Pavese, credo che qualche strascico dello scrivere solitario, malinconico composto e quotidiano sia rimasto incastrato anche nelle mie pagine. Un altro poeta da citare probabilmente è Federico Garcia Lorca, mi ha affacciato verso un mondo che nella poesia collega reale e mito, introdotto all’uso dei simbolismi, le immagini potenti, orientato ad un tipo di poesia più istintiva.
Tu scrivi poesie in due lingue e crei anche personalmente le illustrazioni. Come si intrecciano questi diversi modi di esprimersi?
Scrivo quasi sempre la prima versione in spagnolo, la traduzione in italiano se voglio mantenere intatto il senso originale è complessa, nasce più per esigenze editoriali anche se ultimamente sto cercando di trasformare questo in un vero esercizio creativo. Mi piace trovare parole particolari in entrambe le lingue e cerco di utilizzarle, farle dialogare, dargli un’armonia.
Per quanto riguarda l’illustrazione, nei libri se ne vede poca. Mi sono occupato solo delle copertine. Sto ancora cercando un modo per fondere parola e immagine senza sbilanciare il risultato finale. Devo ammettere che è un aspetto per me delicato, mi piacerebbe dedicargli più spazio.
Dopo “Maledizioni e melodie” recentemente hai pubblicato un secondo libro “Cento porte”. Come si è evoluta la tua poesia tra le due raccolte?
“Cento porte” è un libro che ho costruito lentamente, in silenzio. Rispetto al primo è più attento nei dettagli: dalle figure, alle parole, il filo tematico, persino ai vuoti tra le pagine. È un lavoro più ragionato, più esigente, intenso, forse più maturo.
Ci sono voluti quasi due anni dal primo libro per scrivere qualcosa di convincente per me. Guardandolo ora, posso dire che io e la mia poesia siamo cresciuti insieme.”
Anche a me piace scrivere poesia. Hai un consiglio per me e per le altre ragazze e i ragazzi che cercano di parlare attraverso la poesia?
Scrivete tanto, tutto quello che vi passa per la testa e guardatevi intorno. La poesia nasce dall’esperienza, dovete viverla, raccogliere le vostre emozioni senza fretta. Non cercate le strutture, non limitatevi, non pensate alla perfezione dello scritto ancora prima di scrivere, la poesia uscirà dall’esigenza.
Ringraziamo Riccardo per la sua disponibilità e pazienza a fare questa intervista
Alexandra
Ultima revisione il 30-11-2025
