Zoe e Eleonora: un anno negli Stati Uniti

zoe eleonora

Un’occasione per scoprire valori nuovi, ma anche per apprezzare di più quello che già si possiede

Proseguiamo con le chiacchierate con gli studenti che hanno vissuto l’esperienza dell’anno all’estero; oggi parliamo con Zoe Mascarello ed Eleonora Napoli, della 5A dell’indirizzo scientifico.

Partiamo da alcune coordinate. Dove sei stata e per quanto?

Z: Sono stata per 9 mesi a Sturgis, in Michigan negli Stati Uniti.

E: L’anno scorso ho frequentato l’anno scolastico a St. George, una città nel Sud dello Utah.

Cosa ti ha spinto a decidere di trascorrere un anno all’estero?

Z: Ho sempre sognato di farlo, fin da quando avevo 9 anni. Sono sempre stata molto affascinata dall’America; oltretutto l’aveva fatto mia cugina prima di me e io volevo seguire le sue orme.

E: Ho deciso di intraprendere questa esperienza principalmente per la curiosità verso una nuova cultura. Inoltre, ho sempre sognato di praticare il mio sport, il cheerleading, proprio negli Stati Uniti, dove è molto più diffuso e valorizzato. Ho visto questa opportunità anche come un’occasione di crescita personale, per mettermi alla prova, uscire dalla mia comfort zone e arricchire il mio bagaglio di esperienze.

Qual è stata la cosa che ti è piaciuta di più della tua esperienza all’estero? E quella che ti ha più sorpreso?

Z: La scuola è la cosa che più mi è piaciuta per i rapporti che si hanno con i prof, che sono molto amichevoli, per tutte le partite di football e basket e per i balli scolastici. Probabilmente la cosa che mi ha stupito di più è quanto siano religiosi e quanto ci tengano ad andare in chiesa, che è totalmente diversa da quella che abbiamo in Italia. Lí, infatti, hanno come una band che canta e suona. Le persone sono come una grande famiglia.

E: La cosa che mi è piaciuta di più del mio anno all’estero è stata la possibilità di viaggiare tanto con la mia famiglia ospitante. Abbiamo fatto molte esperienze insieme, e questo mi ha fatto sentire davvero parte della famiglia. Un’altra cosa importante per me è stata entrare in una squadra di cheerleading e poter partecipare alle gare più importanti del Paese.  Quello che mi ha sorpreso di più è quanto gli americani siano socievoli e aperti. Hanno un modo di vivere molto più libero: non si fanno troppi problemi sul piacere agli altri o su cosa pensano le persone.

Come hai affrontato la sfida di adattarti a una nuova cultura e a un nuovo sistema scolastico?

Z: Non ho avuto molta difficoltà in quello, specialmente perché sono stata molto fortunata ad avere una bellissima famiglia ospitante. L’unico momento che mi ha fatto sentire veramente tanto la mancanza dell’Italia è stato il Natale.

E: Sicuramente non è stato facile adattarmi subito alle abitudini della mia famiglia ospitante. C’erano molte differenze rispetto alla mia vita in Italia, soprattutto nell’alimentazione e la religione, che per me è stata una grande novità. Credo però che il cercare sempre di vedere le differenze in modo positivo, come qualcosa che può arricchire, mi abbia aiutata tanto, anche nei momenti più difficili. Per quanto riguarda la scuola, invece, è stato molto più semplice adattarmi. Tutti sono sempre stati gentili con me, soprattutto gli insegnanti.

Qual è, secondo te, il punto di forza più grande del sistema scolastico che hai sperimentato e quale quello debole?

Z: Il punto di forza, secondo me, sono tutte le iniziative che la scuola programma per gli studenti e appunto, come ho detto prima, il rapporto tra alunni e prof. Il punto debole è che nonostante tu abbia l’opportunità di scegliere le classi a cui partecipare, le materie non sono trattate molto approfonditamente, perciò gli alunni hanno tante lacune.

E: La cosa che ho apprezzato di più del sistema scolastico americano è stata la possibilità di scegliere le proprie materie. Questo permette agli studenti di concentrarsi su ciò che davvero interessa loro e su quello che potrà essere utile per il loro futuro lavoro. Anche lo sport e le attività extrascolastiche sono molto valorizzate: tutto è organizzato direttamente dalla scuola, rendendo l’ambiente scolastico più leggero, stimolante e divertente. L’aspetto negativo, invece, è che in America gli argomenti sono trattati in maniera molto più superficiale che in Italia.

Questa esperienza ha cambiato la tua prospettiva sulla vita, sul futuro o su qualche cosa di importante per te?

Z: Sì, molto. Da quando sono tornata, infatti, mi sento cambiata e ancora più consapevole del fatto che in futuro vorrei vivere all’estero.

E: Questa esperienza mi ha insegnato ad apprezzare davvero tutto ciò che ho, anche le piccole cose. Vivere lontano da casa mi ha fatto capire quanto siano preziosi i momenti passati con le persone a cui voglio bene e quanto sia importante viverli fino in fondo. Ho imparato a contare di più su me stessa, a gestire le difficoltà da sola e a non avere paura di mettermi in gioco. Mi sento più indipendente, più matura e più sicura di me.

 Ringraziamo Zoe ed Eleonora per la loro disponibilità!

Sara B.

Ultima revisione il 04-11-2025