Carlotta – L’anno all’estero virtuale

Ci sono delle alternative all’anno all’estero? Noi della redazione ce lo siamo chiesti, ed è per questo che abbiamo intervistato Carlotta Scomazzon di 5D, che fa quello che potremmo definire “anno all’estero virtuale”.
Innanzitutto, ci spieghi meglio cosa fai?
Io frequento un programma lungo circa due anni, chiamato Doppio Diploma Americano, che ha appunto lo scopo di far prendere il diploma americano a studenti internazionali come me. L’unica differenza tra me e uno studente americano è che io seguo i corsi da casa.
Come funziona l’aspetto virtuale? Come si organizza questo programma?
Visto che comunque io la scuola italiana la frequento, l’impegno che ci si aspetta da noi studenti internazionali è molto meno gravoso, rispetto a quello che si chiede agli americani. Il programma si organizza in corsi diversi divisi per semestre, ad esempio io ora sto frequentando il corso History Semester 2. Ogni singolo corso è diviso per unità, e alla fine di ogni unità devo fare un progetto, che può essere una presentazione powerpoint o un tema sugli argomenti trattati. Lo studio di queste unità è totalmente individuale, ma non c’è nulla di difficile, soprattutto per corsi come storia e letteratura, dove gran parte degli argomenti sono trattati già da noi in classe.
Hai professori che ti seguono quindi?
Si! Sono loro che danno i voti ai miei progetti e con cui comunico se ho qualche domanda o perplessità. Dopo ogni unità, oltre al progetto, devo fare anche un piccolo colloquio con loro, che potrebbe essere vista come un po’ come un interrogazione. Quindi anche se da lontano, il rapporto umano con i professori non manca.
Hai anche qualcuno che ti segue lungo tutto il percorso?
Si, ho una tutor, che mi è stata assegnata all’inizio del programma. Con lei ho un incontro mensile, in cui parliamo dei miei progressi, di mie eventuali difficoltà, o del carico di lavoro.
L’aspetto virtuale finisce qui oppure c’è qualcosa di cui non ci hai parlato?
Oltre a questi corsi che devo seguire, c’è anche la parte di realtà aumentata. All’inizio del percorso ci è stato mandato un visore per la realtà aumentata che usiamo per un corso specifico. In questo corso, attraverso la realtà aumentata ho la possibilità di comunicare con la classe di cui faccio parte e di svolgere attività in inglese guidate con loro, così da allenare non solo la parte scritta ma anche la parte orale in lingua.
Tutto ciò ha un costo, lo giudicheresti idoneo per quello che fai?
Si, direi che ciò che ho pagato è assolutamente giusto. Il costo del programma è di circa 5 mila euro per i due anni, che però messo a confronto con il costo di un anno all’estero normale, è assolutamente irrisorio.
Consiglieresti questo programma?
Si, lo consiglierei. Sono migliorata molto in inglese e anche nello svolgimento di lavori come presentazioni. Mi sento sempre accompagnata dallo staff del programma che capiscono e cercano di aiutarmi in ogni mia problematica e esigenza, il che non è scontato.
Ringraziamo Carlotta per la disponibilità!
Marta
Ultima revisione il 04-11-2025
