Quattro chiacchiere sul giornalismo. Intervista al Prof. Petruzzo

Prof. Petruzzo

Oggi siamo insieme al giornalista, nonché professore di Lettere, Michele Petruzzo, per chiedergli di parlarci di questa sua professione fondamentale quanto interessante.
Qual è la principale difficoltà per un giornalista?

Probabilmente quella di creare uno stacco tra la propria prospettiva e la narrazione della realtà da offrire ai lettori. Fare informazione significa raccontare il mondo per quello che è realmente. Tuttavia, ciò non significa non metterci del proprio o non esprimere un giudizio; risulterebbe impossibile e inutile. Credo che la sfida più avvincente, in questa professione, sia la ricerca incessante della verità dei fatti, a prescindere dalle convinzioni personali. Mi piace paragonare il giornalista al “cercatore” nelle partite di Quidditch di Harry Potter e la verità al boccino d’oro che deve acciuffare per vincere: mentre la gara procede e il tempo scorre, chi svolge quel ruolo può e deve utilizzare le proprie strategie e le proprie doti, senza mai distogliere lo sguardo dall’obiettivo, non sempre così semplice da agguantare.

Che approccio deve avere un giornalista rispetto alla situazione da analizzare?
Un giornalista deve innanzitutto essere curioso. Inoltre, si dice spesso che un buon giornalista “deve saper parlare”. Vero, ma deve anche saper ascoltare e far parlare gli altri. Occorre, poi, sempre disporre di un quadro completo della situazione. Ciò implica scavare in profondità, analizzare, discutere. In poche parole, un approccio critico, problematico e mai definitivo.

Quali sono gli errori più comuni nel giornalismo e come evitarli il più possibile?
In questa professione la trappola è spesso dietro l’angolo. Bisogna sempre prestare grande attenzione a ciò che si racconta e si scrive. Da evitare la superficialità e il “sentito dire”, verificando le fonti, le parole e le dichiarazioni che si riportano. Infine, non bisogna plasmare i fatti ai propri fini narrativi, che a volte potrebbero risultare più seducenti della realtà. È dunque necessaria una buona dose di autocritica.

Che consiglio darebbe ai giovani che decidono di intraprendere questa professione?
Di assecondare la propria passione, nonostante le difficoltà e le complessità che questo mestiere comporta. E poi di leggere, scrivere, informarsi, discutere, vivere la realtà, dal locale al nazionale. Infine, di non scoraggiarsi mai davanti a un articolo non pubblicato, a una proposta bocciata o a un’intervista negata. Non sempre ciò che ci sta a cuore rientra negli interessi di una redazione. Imparare a raccontare la realtà richiede tempo ed esercizio.

Emma Luna e Caterina

Ultima revisione il 04-11-2025