Janis, podcaster a Strasburgo

Janis Marzona, ex studentessa del liceo del cossatese, ma anche ex redattrice del giornalino scolastico, che ora studia Lettere all’Upo, ci racconta della sua esperienza al Parlamento Europeo. A permetterle di partire è stata la vittoria di un bando per Europhonica, un progetto radiofonico internazionale che coinvolge le radio universitarie europee, per cui ha realizzato un podcast con tema le differenze di genere; grazie a questo é stata “selezionata” per andare a Strasburgo, dove ha avuto la possibilità, dal 24 al 27 novembre, di partecipare a diverse plenarie. Il suo obiettivo era creare diversi contenuti, come podcast, pezzi per i social e articoli, dopo aver intervistato tre eurodeputati: Brando Benifei (S&D) per la sicurezza dei giocattoli e la riforma dei trattati, Salvatore De Meo (PPE) per il tema dei droni e Chiara Maria Gemma (Ecr) per le politiche UE sulla disabilità.

Ti aspettavi di essere selezionata oppure è stata una sorpresa?

Janis Marzona intera

Io avrei partecipato lo stesso con Radio 6023, la web radio ufficiale degli studenti dell’Università del Piemonte Orientale dove faccio servizio civile. Dunque, sapevo già che sarei andata a Strasburgo, ma non sapevo se avrei vinto il bando. Anche se non é stata una sorpresa così grande, dato che nell’ultimo periodo ho visto in me un grande miglioramento, sia nella parte che si occupa delle interviste, che in quella successiva, in cui mi occupo di sistemare l’audio, del montaggio, ecc…

Com’è stato lavorare in un contesto così istituzionale da giovane studentessa?

L’esperienza é stata veramente meravigliosa, ma la cosa che mi ha colpita di più é stato il fatto che mi ha fatto sentire veramente brava in quello che faccio, ma anche apprezzata sia dai miei colleghi che dai deputati, che seppur essendo persone adulte e con più esperienza, non mi hanno mai guardata come un’”intrusa”. Inoltre, io mi aspettavo un Parlamento caotico, pieno di gente, invece, con mio stupore, l’ambiente era veramente tranquillo, accogliente e inclusivo.

Ovviamente l’ansia non mancava, anche perché le aspettative erano alte, specialmente nella scelta delle domande da porre ai deputati, ma questo non mi ha spinto a tirarmi indietro e non mi ha precluso la possibilità di vivere al meglio questa esperienza.

Secondo te i giovani sono abbastanza rappresentati nelle decisioni europee?

Allora, seppur la domanda sia molto complicata, dare una risposta è effettivamente il mio obiettivo: informare i giovani sulle opportunità che li vengono offerte in bandi e concorsi. Anche perché ce ne sono veramente tanti e per questo l’informazione è importantissima, dato che ad oggi molti giovani non si informano “abbastanza” e il mio pensiero è che si può fare molto di più.

Questa esperienza ha influenzato le tue idee sul tuo futuro professionale?

Assolutamente. Prima, anche se ho sempre amato il mondo del giornalismo, il mio sogno era quello di lavorare nel mondo dell’editoria e questo è il motivo che mi ha portato, dopo il liceo, a scegliere Lettere. Questa esperienza, invece, mi ha fatto capire che il giornalismo è il lavoro che veramente voglio fare nella vita, anche se necessita di un percorso molto lungo. Sia perché trovo che il giornalismo sia molto più concreto rispetto all’editoria, ma anche perché io mi sento portata e brava in questo campo, sono soddisfatta quando scrivo un articolo o intervisto qualcuno. Poi mi vedo così: a vent’anni in Parlamento europeo a intervistare i deputati, quindi, se mi impegno e mi pongo un obiettivo, chissà dove arriverò tra qualche anno. 

Ringraziamo Janis, le facciamo i complimenti e le auguriamo il meglio per il suo futuro.

 

Carlotta

Ultima revisione il 10-01-2026