Comprendere la libertà per difenderla

Greta ci ha inviato una riflessione sul senso della festa del 25 aprile che volentieri condividiamo
Oggi è il 25 aprile 2025. Festeggiamo gli 80 anni della Liberazione dal nazifascismo.
Questo che cosa significa?
È triste oggi doversi porre questa domanda, chiedersi “perché” o addirittura “cosa” si festeggia il 25 aprile. Eppure, aprendo bene gli occhi, si scopre che nulla va dato per scontato.
Raccontare la Resistenza, la lotta che ha permesso di porre fine alle atrocità e all’oppressione del nazifascismo, è sempre più complicato.
Molti si stanno ponendo il problema, dagli storici agli insegnanti, dai media al numero sempre più ridotto di testimoni diretti… la soluzione, però, è tutt’altro che evidente.
Le cause stesse del problema sono numerose e ardue da individuare, dipendendo dalla continua evoluzione della realtà storica, culturale e politica. Ci sono tuttavia alcuni fattori piuttosto chiari, come la lontananza temporale dai fatti accaduti e la scarsa volontà, da parte degli ultimi governi, di promuovere l’insegnamento della Resistenza. Lo fa notare, per citare un esempio, Laura Fasani in un recentissimo articolo del Post, riportando testimonianze di insegnanti costretti a scovare nuove strategie per sensibilizzare i più giovani sul tema. Il tutto, inoltre, su iniziativa per lo più individuale, dati i pochi incentivi ministeriali.
Il processo di sensibilizzazione richiede però tempo e attenzioni, dovendo poi essere conciliato con il programma scolastico, che prevede di trattare la Seconda Guerra Mondiale soltanto in terza media e quinta superiore, spesso a ridosso degli esami e con tempistiche ristrette.
A questa nota dolente, si aggiunge inoltre il pregiudizio che la Resistenza e l’antifascismo lascino il tempo che trovano e non abbiano nulla a che vedere con l’attualità. È invece essenziale ricordare che la nostra Costituzione si basa proprio su questi valori e che l’antifascismo non cessa di esistere con la fine della guerra, poiché il suo ruolo è proprio quello di impedire il ritorno, sotto qualsiasi veste, dell’ideologia fascista.
Se questo non viene trasmesso alle nuove generazioni, il rischio di commettere gli stessi errori del passato aumenta e il valore della memoria e del ricordo sbiadisce pericolosamente.
Oggi, più che mai, serve comprendere il significato del 25 aprile e impiegare tutti gli strumenti necessari per farlo.
Anche la nostra scuola cerca di muoversi in questa direzione: il 30 aprile, su iniziativa dell’ANPI, si terrà un incontro con Adelmo Cervi, accompagnato da un intervento dei Copioni, compagnia teatrale del liceo, che da gennaio ripropone uno spettacolo per ricordare la crudele realtà delle leggi nazifasciste e delle deportazioni nei campi di concentramento.
I nostri insegnanti consigliano inoltre alcuni mezzi per approfondire il tema della Resistenza. Il professor Marrone propone per esempio delle letture: Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, Uomini e no di Elio Vittorini, La Casa in Collina di Cesare Pavese, Una scelta di vita di Giorgio Amendola e ancora le Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana di autori vari.
Comprendere la Resistenza può non essere semplice, ma è necessario. Il 25 aprile è una festa che celebra la nostra possibilità di essere liberi dall’oppressione della guerra, grazie al sacrificio di altre persone. Questa libertà va difesa e nulla deve impedire che possa essere festeggiata.
Greta S.
Ultima revisione il 07-11-2025
