Sanremo: 70% Polemica, 20% Fiori, 10% (forse) Musica
Se pensate che Sanremo sia una gara canora, probabilmente credete ancora che il televoto sia imparziale o che i fiori sul palco servano a profumare l'ambiente. Illusi… Sanremo è uno sport di contatto dove il ring è l'Ariston e l'arbitro sono i social.
Come evidenziano i risultati del sondaggio che abbiamo proposto agli studenti c’è chi arriva per cantare e chi per fare la storia del costume (o del tatuaggio più esposto).
Abbiamo visto la farfallina di Belen fare più share di una riforma fiscale e Achille Lauro calarsi nei panni di San Francesco, rischiando la scomunica immediata ma guadagnandosi un posto nell'Olimpo dei meme.
Il vero professionista del Festival sa che per restare per sempre nel cuore degli italiani non serve un acuto, ma un bel disastro. Blanco ci ha insegnato che se l’audio non va, la soluzione è il giardinaggio estremo a calci in faccia alle rose. Ma il premio "Miglior Sceneggiatura Non Originale" va a Bugo e Morgan: una fuga, un testo cambiato e quel "Che succede?" che ancora oggi è impresso nella mente di chiunque ami la polemica festivaliera.
Il Festival non è felice se non c'è un bacio che fa saltare le poltrone in prima fila (vero, Fedez e Rosa Chemical?) o una sommossa popolare sul televoto di Geolier, capace di trasformare l'Italia in una puntata gigante di Forum. E mentre Carlo Conti cerca di tagliare i tempi con la precisione di un chirurgo svizzero per evitare di finire a colazione, la finale tutta maschile del 2025 ci ricorda che a Sanremo le quote rosa sono spesso solo un colore dei papillon o delle cravatte.
E quest’anno? Anche quest’anno tra un Andrea Pucci che si ritira prima ancora di iniziare (forse aveva visto la scaletta delle 02:30?) e le prese di posizione di Ghali che fanno sudare freddo i vertici Rai, il verdetto è chiaro: Sanremo è una bellissima catastrofe da cui non riusciamo a staccare gli occhi.
Caterina
Ultima revisione il 24-02-2026
