Giornate finali per STEMtoBi
Oggi, a Biella, prima delle giornate finali del progetto STEMtoBi che, come dice il sito, “nasce per promuovere la scoperta e lo sviluppo di competenze nelle aree STEM, con un’attenzione alla parità di genere a all’inclusione”.
A Città Studi si susseguiranno eventi, incontri, approfondimenti e le classi partecipanti saranno coinvolte in un hackathon, cioè un evento di presentazione collettiva, una specie di sfida tra progetti, a cui prenderanno parte tutte le classi che hanno partecipato durante l’anno al percorso proposto da STEM to BI. Noi prendiamo parte con due classi, tra le quali la 3H. Come classe di Scienze Umane ha scelto di partecipare a questo progetto perché, contro quello che spesso si afferma e si pensa, gli ambiti delle materie umanistiche e scientifiche non sono due mondi separati ed incompatibili. Oggi saranno lì per dimostrare proprio il contrario: infatti credono e affermano che le competenze umane, la comunicazione e l’empatia si intrecciano con la tecnologia, la scienza e nel loro caso soprattutto con le neuroscienze. Cosa hanno preparato per la giornata di oggi? Ce lo raccontano due ragazze della classe, Hinhane Hiba e Sofia Minello.

Quando si svolgerà l’hackaton?
L’evento finale che include l'hackathon e la presentazione collettiva, si chiama Salone delle STEM e si svolge oggi, martedì 26, e domani: saremo impegnati per tutta la mattinata scolastica.
A che progetto avete lavorato?
Il progetto a cui abbiamo lavorato è “Sinapsinando”, un gioco da tavolo pensato per coloro che vogliono avvicinarsi alle neuro scienze e alle emozioni in un modo divertente e partecipativo. È un gioco particolare: ci siamo ispirati al modello dei giochi di ruolo, ma l’innovazione è che si tratta di un gioco 'Masterless' (senza master), quindi giocabile in solitaria.
Da che idea siete partiti? C’era un tema che dovevate rispettare?
La scelta dell’idea iniziale dalla quale partire e basare il nostro lavoro è stata sicuramente la parte più difficile: avevamo troppe proposte! Alla fine la progettazione di un gioco da tavolo ci ha messo d’accordo e ha riunito molte delle nostre idee. Il tema era libero, questa totale libertà ci ha permesso di esprimere tutta la nostra creatività e fantasia.
Qual è l’obiettivo del vostro gioco?
L’obiettivo del nostro gioco è far appassionare, e soprattutto sensibilizzare, le persone al tema delle emozioni e delle neuro scienze. Chi gioca dovrebbe vivere un'esperienza immersiva e divertente il cui obiettivo è quello di suscitare curiosità, consapevolezza e… empatia!
Come vi siete preparati in classe?
La nostra classe si è subito divisa i compiti, così che ognuno potesse dare il proprio contributo a trasformare l’idea astratta in un prodotto finale. C’è chi ha realizzato il tabellone, chi le carte, chi le domande, chi il regolamento e chi si è invece occupato della parte tecnologica e grafica.
Obiettivo minimo e obiettivo sogno: cosa vi basterebbe per dire ‘è andata bene’ e cosa invece vi farebbe impazzire di gioia?
Saremmo felici di presentare in modo chiaro il nostro elaborato a molte persone tra aziende e scuole ma ci renderebbe davvero orgogliosi vedere che il nostro gioco effettivamente “funzioni” suscitando curiosità e voglia di provarlo nella gente che incontreremo al Salone.
Se il giorno dopo l'hackathon il vostro gioco si diffondesse a chi vorreste foste destinato?
Ci piacerebbe che ci giocassero sia nostri coetanei, perché la comprensione delle proprie emozioni e dei meccanismi mentali in età adolescenziale è molto importante, sia tutte le persone che desiderano scoprire gli ambiti delle emozioni e delle neuro scienze; obiettivo è imparare elementi di argomenti complessi divertendosi, in un modo attivo e coinvolgente senza “studiare” propriamente su dei libri.
Rachele
Ultima revisione il 24-05-2026
