Florencia: dall’Uruguay al Liceo di Cossato
Simpatica, empatica e sempre sorridente, oggi abbiamo il piacere di intervistare Florencia, una studentessa dell’Uruguay, che ha partecipato, nell’ambito di un programma di scambio a sei mesi di scuola qui in Italia.

Ciao Florencia, allora… sei sopravvissuta a questi mesi nella nostra scuola?
Si, assolutamente! Quando sono arrivata in Italia ero una ragazza che non parlava una parola di italiano e credo che per me impararlo non sia stato facile, visto che ancora non lo parlo perfettamente.
Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone meravigliose, sia studenti che professori.
Nelle prime settimane ho iniziato il mio percorso al liceo linguistico, ma per me era molto difficile, poiché c’era il francese, di cui non capivo una parola; poi mi sono spostata a Scienze Umane, dove ho studiato nuove materie e dove mi sono ambientata molto bene.
L'Italia mi è sempre piaciuta, sia come paese, sia per l’educazione che viene data a noi giovani e avevo da sempre il desiderio di imparare l’italiano; dunque, ora che sono qui e lo sto imparando per me è una bellissima soddisfazione.
È un'esperienza molto diversa da quella in Uruguay?
Si, innanzitutto perché noi in Uruguay siamo tre milioni di abitanti e qui invece siete circa sessanta, dunque ho notato una grande differenza nel quantitativo di persone che vanno a scuola.
Secondariamente, l’educazione in Uruguay ha degli aspetti differenti rispetto alla vostra, ad esempio non esiste la maturità, e non esistono alcune materie che voi invece studiate in Italia.
Anche nelle verifiche e nelle interrogazioni, ci sono delle grandi differenze a cui inizialmente ho fatto un po’ fatica ad abituarmi, ma a cui poi, dopo un po’ di tempo mi sono adeguata.
Dicci quello che secondo te è un punto di forza e quale un punto di debolezza del nostro istituto.
Sicuramente un punto di forza di questa scuola è che nel momento in cui esci hai la certezza di essere ben preparato per l’università: io credo che molte conoscenze che ho appreso qui, mi aiuteranno sicuramente nel percorso successivo.
Un punto di “debolezza” invece, che io vedrei come tale e che per me è stato diverso dall’Uruguay, è che nella vostra scuola ci sono molte verifiche e interrogazioni, che si svolgono quasi ogni mese, con le materie che si accavallano; quindi, portano noi studenti ad essere un po’ stressati.
In Uruguay, si svolgono due volte all’ anno dei test per circa due settimane, dopodiché non ci sono più verifiche o interrogazioni, ma si torna alle lezioni.
Noi biellesi passiamo per essere un po’ “orsi” e non proprio campioni di accoglienza. Tu come ti sei trovata?
Ad essere onesta, mi sono sentita molto accolta da tutti.
Dalla preside, dai professori e dagli studenti, mi sono sentita subito coinvolta nelle classi, si sono sempre preoccupati di come io stessi e se mi trovassi bene nella mia classe, in cui ho costruito bellissimi rapporti con molte persone.
Sin da prima di venire in Italia, sono sempre stata una persona socievole ed estroversa; quindi, anche quello è stato per me un aiuto quando sono arrivata qui, senza conoscere nessuno.
Oltre a Roma, quali altre città hai visitato e quali ti porterai nel cuore?
Ho visitato alcune delle città italiane più belle: Roma è bellissima, mi è piaciuto moltissimo visitarla e vedere tutti i luoghi tipici della città, ma sono stata anche a Firenze, a Pisa, a Torino e a Venezia, che credo sia un luogo unico che rimanga nel cuore a chiunque la visiti.
Adesso l’ultima città che andrò a visitare prima di tornare in Uruguay sarà Milano, ma sono sicura che anche questa città non mi deluderà.
Cosa ti è mancato di più dell’Uruguay in questi mesi?
Devo dire che questi sei mesi stanno passando davvero in fretta; quindi, non ho avuto nemmeno il tempo di pensare a cosa mi sarebbe potuto mancare di lì.
Sicuramente mi mancano molto la mia famiglia e i miei amici, che non vedo l’ora di rivedere quando tornerò in Uruguay.
E adesso, al ritorno, cosa ti aspetta? Come andrà avanti la tua vita?
Oltre alla mia famiglia e i miei amici, quando tornerò in Uruguay proseguirò fino a novembre per finire la scuola che frequentavo prima di partire e successivamente da marzo andrò all’ università, dove studierò relazioni internazionali, con la speranza di tornare in Italia un giorno e magari rimanerci.
Ringraziamo moltissimo Florencia per le sue bellissime risposte e speriamo di poterla risentire in futuro per vari aggiornamenti.
Caterina
Ultima revisione il 05-06-2026
