Denis, Gaia e Gabriele: dopo il diploma il Cammino di Santiago

Un’esperienza di umanità

 

Denis, Gaia e Gabriele sono tre ragazzi di diciannove anni, diplomati quest'anno nel nostro istituto: subito dopo l'esame di maturità hanno scelto di vivere un'esperienza diversa dalle solite vacanze estive: il Cammino di Santiago.

Invece di una vacanza tradizionale, hanno deciso di partire insieme per un viaggio a piedi di due settimane, percorrendo i chilometri che portano fino a Santiago de Compostela tra tappe quotidiane, fatica e momenti di grande soddisfazione.

Un'esperienza impegnativa e particolare, vissuta proprio in un momento di passaggio importante come quello che segue la fine della scuola superiore, tra la conclusione di un percorso durato cinque anni e l'inizio di una nuova fase.

Ecco cosa ci hanno raccontato nella nostra intervista.

 Avete appena concluso l'esame di maturità, di solito molti ragazzi scelgono vacanze per rilassarsi e svagarsi dopo aver raggiunto un grande traguardo. Cosa vi ha spinti a scegliere proprio il Cammino di Santiago? Com'è nata l'idea e quando avete capito che avreste voluto farlo insieme?

 Come dici tu è insolito che tre ragazzi appena "maturati" scelgano di fare il Cammino di Santiago invece che altre tipologie di vacanze. Tuttavia, ci siamo resi conto che per fare dei viaggi svago tutti insieme avremmo avuto ancora molti anni, mentre sarebbe stato complicato ritagliarci due o tre settimane nello stesso periodo per raggiungere Santiago a piedi.

Io e Gabriele dopo la prima esperienza con il professor Titin abbiamo capito subito che ci sarebbe piaciuto rifarla in due o tre persone. Perciò, dopo aver escluso l'idea di fare un interrail dopo la maturità, abbiamo chiesto anche a Gaia se volesse accompagnarci in questa avventura.

 Per diverse settimane avete condiviso ogni momento insieme, dalle ore di cammino fino alle serate e alle notti negli ostelli. Com'è stata questa convivenza? Come avete affrontato momenti di stanchezza o di tensione tra voi? E soprattutto ci sono stati?

 Come potrai immaginare condividere tutti i giorni per 2 settimane con le stesse persone sicuramente non è facile, però ammetto che la forte intesa con Gabriele e la volontà di conoscere meglio Gaia hanno aiutato a creare nel nostro trio un buon equilibrio che raramente si è rotto. Naturalmente partire in tre significa anche essere disposti a mediare e avere la forza di aiutare i propri compagni nei momenti di difficoltà; ognuno di noi nel cammino, come nella vita, ha delle fragilità ma con il giusto supporto ogni difficoltà, anche quella più dura, può essere superata. Una cosa molto importante è stata anche darsi la possibilità di percorrere tratti di cammino da soli per ricaricare le nostre batterie sociali, soprattutto nei momenti di maggiore tensione.

 Il Cammino è un'esperienza impegnativa, sia dal punto di vista fisico che mentale, tra i tanti chilometri da percorrere ogni giorno, il caldo e gli imprevisti che possono capitare lungo il percorso. C'è stata una fase o una giornata che avete vissuto come particolarmente difficile? In quel momento cosa vi ha dato la forza di non fermarvi?

 Ogni tappa ha i suoi tratti caratteristici e alcuni sono anche duri da superare a causa del caldo e dei chilometri accumulati precedentemente nelle gambe. Ricordo molto bene la prima tappa per raggiungere Finisterre dopo essere arrivati a Santiago, ormai con più di 200 chilometri alle spalle è stata dura superare un percorso quasi completamente in salita. La motivazione per portare a termine anche tappe di questo tipo la trovavo nella disciplina sviluppata durante le mie esperienze di cammino passate, ma ancora più importante è la forza che possono dare i propri compagni di cammino e le persone a cui vogliamo bene.

 Guardando questa esperienza subito dopo la conclusione del vostro percorso scolastico, che significato ha avuto per voi intraprendere il Cammino in questo preciso momento della vostra vita? C'è un insegnamento o una consapevolezza particolare che sentite di aver acquisito lungo la strada?

 Penso che il cammino possa insegnare qualcosa di diverso ad ognuno di noi ed è proprio per questo che tutti dovrebbero farlo almeno una volta nella vita. Questo cammino, più degli altri, mi ha aiutato a ricordare quanta umanità ci sia ancora su questa Terra: la routine quotidiana cambia e non si respira più aria piena di competitività, avidità ed egoismo, tutto viene messo da parte per dare spazio all'amore e alla gentilezza.

 Ora che siete tornati alla quotidianità, cosa sentite di portarvi dietro da questo viaggio? C'è qualcosa di quello che avete vissuto che pensate possa accompagnarvi anche nelle scelte universitarie o lavorative dei prossimi mesi?

 Sul Cammino

Da questo viaggio credo di portarmi sempre dietro il ricordo della calma con cui ho vissuto l'intero percorso; ogni tanto nella vita di tutti i giorni cerco di rallentare per ascoltare meglio il mio corpo e i miei pensieri. Rispetto alla vita universitaria il cammino mi ha ricordato quanto sia bello stare vicino alle persone e cercare di aiutarle nonostante ciò possa gravare su di me in qualche modo perciò la mia scelta futura è sicuramente influenzata da questa mia tendenza a voler essere una spalla per le persone in stato di fragilità.

 L’ultima domanda che vi faccio, che è quella che mi incuriosisce di più è: ma quando siete partiti esattamente e quanto avete impiegato per concludere questo importante cammino?

 Noi abbiamo iniziato il nostro viaggio esattamente il 14 luglio, giorno del mio compleanno, che infatti abbiamo avuto la possibilità di festeggiare a Madrid. Il 15 luglio è iniziato il cammino vero e proprio verso Santiago: abbiamo percorso 210 chilometri in 9 giorni per raggiungere la cattedrale. La seconda parte di cammino invece è iniziata il 24 luglio e ci siamo diretti alla reale fine del Cammino che è Finisterre: sono 90 chilometri molto duri percorsi in soli 3 giorni. Tuttavia la fatica viene ampiamente ripagata dal tramonto spettacolare sull'oceano che si può ammirare dal faro di Finisterre.

 Ringraziamo Denis, Gaia e Gabriele per aver condiviso con noi la loro esperienza lungo il Cammino di Santiago e per averci raccontato con disponibilità il loro viaggio.

Un'esperienza diversa e impegnativa, che ha dimostrato come il periodo dopo la maturità possa essere anche un'occasione di crescita e di riflessione importante.

Un percorso che lascia sicuramente un segno e che porteranno con sé nelle nuove sfide che li attendono.

A loro va il ringraziamento di tutto l'Istituto e un grande in bocca al lupo per il futuro.

Ginevra

Ultima revisione il 03-10-2026