Alessia Gronda, determinazione in campo e fuori

Giocare nella serie A del Rugby femminile

 Determinata, grintosa e instancabile: Alessia Gronda incarna lo spirito più autentico del rugby. Giocatrice del CUS Torino in Serie A elité, divide le sue giornate tra allenamenti intensi, trasferte spesso lontane e un lavoro fuori dal campo. Una realtà fatta di sacrifici, passione e grande organizzazione. Con lei vogliamo entrare nel vivo di questa esperienza per capire cosa significa conciliare sport di alto livello e vita professionale.

Come è iniziato il tuo percorso nel rugby? C’è stato un momento o una persona che ti ha fatto innamorare di questo sport?

Alessia Gronda 1

Quando ero alle elementari andavo tutti i pomeriggi a giocare a calcio ai giardinetti dopo la scuola con i miei compagni di classe. Eravamo un gruppo molto unito e alcuni di loro giocavano a rugby; quindi, un giorno ho deciso di andare anche io, ma ero l’unica femmina!

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato crescendo nel rugby femminile? come sei riuscita a superarle?

La difficoltà più grande è stata quando è arrivato il momento in cui, passati i 12 anni, non era più possibile giocare insieme ai maschi, quindi non avevo una squadra. Ho continuato ad allenarmi, ma non potevo giocare la domenica.

Verso i 14/15 anni mi hanno convocata in rappresentativa regionale; quindi, mi allenavo con i maschi, ma poi ogni tanto giocavo con la rappresentativa.

Qual è il momento più bello o più emozionante che hai vissuto con la tua squadra? Una partita, una vittoria o anche qualcosa fuori dal campo.

Ricordo due momenti emozionanti. Nel 2019, quando abbiamo giocato le fasi per salire nella massima serie e abbiamo vinto e quest’anno; abbiamo rischiato di retrocedere, ma ci siamo fortunatamente salvate l’ultima giornata di campionato. Dopo mesi di allenamento e mille difficoltà è stata una vittoria incredibile.

Com’è giocare a un livello alto come la Serie A a Torino? Che ambiente c’è in squadra e cosa la rende speciale?

La cosa più speciale è avere un gruppo, una squadra con cui passi la maggior parte del tempo della settimana. Facciamo la vita da semi-professioniste, quindi tutte studiamo/lavoriamo ma la sera e nel weekend siamo insieme con un unico obiettivo. Siamo una squadra molto eterogenea, la più grande e la più piccola hanno più di 10 anni di differenza e unire due generazioni così distanti è una ricchezza per tutte.

Come riesci a conciliare rugby, lavoro/studio e vita personale? Hai una routine o dei sacrifici particolari che devi fare?

Sicuramente i sacrifici ci sono, ma facendoli da sempre non mi pesano cosi tanto. Ho sempre dovuto sfruttare il poco tempo libero a disposizione e questo mi ha insegnato a non procrastinare mai.

La routine è molto serrata ma anche molto semplice, lavoro fino alle 18, poi vado al campo e ci alleniamo dalle 20 alle 22:00 circa tutti i giorni tranne il lunedì. La domenica giochiamo spesso lontano come Roma, Napoli, Padova.

 Ringraziamo Alessia per aver condiviso con noi la sua esperienza e il suo percorso, fatto di impegno, sacrificio e passione per il rugby. Le facciamo un grande in bocca al lupo per il resto della stagione e per tutte le sfide, dentro e fuori dal campo.

Chiara DS e Ginevra S

Ultima revisione il 30-04-2026