Intervista a Michela Moioli: continuare a credere nei propri sogni

Vincere tre coppe del mondo, quattro medaglie olimpiche e sette mondiali e restare umani

Determinata, tenace ed eccezionale, Michela Moioli, nata ad Alzano Lombardo in provincia di Bergamo, è cresciuta tra le montagne, dove è nata una grande passione per lo snowboard.

Fin da subito il suo talento e la sua disciplina sono stati un elemento molto importante; nel 2012 Michela ha affrontato la sua prima Coppa del Mondo a soli 17 anni, intraprendendo un percorso che la porterà ai vertici del suo sport. Nel 2014, alle Olimpiadi di Sochi, durante la finale di snowboard cross cadde rovinosamente riportando la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. L’infortunio la costrinse a chiudere la stagione agonistica e a sottoporsi ad un'operazione, ma grazie a un recupero fisico e mentale ritornò sulle piste più forte di prima.

Nel 2018 partecipa alle Olimpiadi di Pyeongchang in Corea del Sud, vince la medaglia d’oro e si conferma una delle migliori atlete al mondo della sua specialità. Prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, durante un allenamento si infortuna procurandosi un trauma facciale a meno di 48 ore dalla gara, ma Michela è più forte di alcuni graffi sul viso: per questo si presenta alle Olimpiadi e gareggia aggiudicandosi un glorioso bronzo.

Mentre le gare di sci sono tutte individuali lei pratica una disciplina, il cross, in cui c’è sempre contatto con le avversarie. È un mondo caratterizzato soprattutto da competizione o da legami di amicizia? Quali sono le caratteristiche della brava snowboarder?

Michela Moioli

Secondo me la mia disciplina è caratterizzata da tanti legami di amicizia perché, come dico sempre, “siamo rivali dal cancelletto all’arrivo”, ma poi per il resto è molto bello coltivare amicizie e legami con persone che arrivano da ogni parte del mondo; riuscire a condividere le esperienze è un modo per crescere sempre di più. Una brava snowboarder è un’ottima atleta che si impegna tutti i giorni a crescere sia a livello fisico sia a livello professionale e, cosa fondamentale, che si diverte a praticare la propria disciplina.

Quando aveva la mia età, 15 anni, qual era il sacrificio più duro che faceva per lo snowboard e che cosa direbbe alla versione quindicenne di se stessa oggi che ha quattro medaglie olimpiche alle spalle?

I sacrifici sono necessari in qualsiasi lavoro, però non credo che siano molto duri se si è convinti di ciò che si sceglie di fare. Non credo di aver mai fatto rinunce significative, ma credo di aver avuto l’opportunità di fare alcune esperienze che non tutti i quindicenni hanno la possibilità di fare e per questo mi ritengo molto fortunata. Alla quindicenne Michela direi di continuare a seguire i propri sogni e non smettere mai di essere se stessa; se ci sono momenti di difficoltà bisogna imparare a passarci attraverso affidandoci alle persone che ci vogliono bene.

Lei è stata anche portabandiera dell’Italia a Pechino. La sua carriera olimpica è però iniziata nel modo peggiore, nel 2014, con una rottura del crociato. Dove ha ritrovato la determinazione per ripartire?

Nel 2014 mi sono rotta il crociato, ma non ho mai smesso di sognare e credo che il sogno sia stato la motivazione principale che mi ha aiutato a ripartire e a raggiungere gli obiettivi successivi.

Quando una persona, come nel suo caso, ha realizzato tutti quelli che sembrano gli obiettivi più alti nella vita di uno sportivo, quali traguardi si pone nel suo futuro?

Per il futuro mi piacerebbe tanto trasmettere la passione ai giovani e soprattutto far capire che nella vita e nello sport non contano soltanto i risultati a livello di obiettivi raggiunti, come medaglie o vittorie, ma conta tanto anche essere delle brave persone e imparare a volersi bene e rispettare gli altri in qualsiasi situazione e in qualsiasi lavoro.

È stato molto emozionante avere l’opportunità di intervistare Michela Moioli: grazie a lei possiamo comprendere l’importanza di avere una passione e soprattutto di credere nei sogni, i quali nei momenti difficili sono un grande supporto per continuare. La ringraziamo per la sua disponibilità e le auguriamo di raggiungere tutti i suoi obiettivi per il futuro.

Chiara S.

 

Ultima revisione il 28-03-2026