Intervista a Chiara Mazzel, campionessa paralimpica
Quattro medaglie e una storia di resilienza
Chiara Mazzel: coraggiosa, determinata e ispirante. Atleta delle Fiamme Gialle e della squadra nazionale, Chiara compete nella categoria ipovedenti AS2, una delle più complesse e affascinanti dello sci paralimpico, dove l’intesa con la guida tecnica è fondamentale quanto il talento dell’atleta stessa.
Le Paralimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 hanno segnato per lei un autentico trionfo e un punto di svolta nella carriera. Sulle piste delle Tofane e delle altre sedi di gara, Chiara ha dimostrato grande versatilità e costanza da campionessa, conquistando quattro medaglie tra super‑G, discesa libera, combinata alpina e gigante. Tra queste, spicca un oro spettacolare nel Super‑G femminile per ipovedenti, una discesa perfetta in cui ha saputo coniugare velocità, equilibrio e determinazione, nonostante un malessere poco prima della partenza.
Accanto a questo oro, Chiara ha ottenuto tre medaglie d’argento: nella discesa libera, dove ha mancato di poco il primo posto, nella combinata alpina, grazie a una rimonta straordinaria nelle manche tecniche, e nello slalom gigante, gara in cui ha gareggiato con la sua guida storica, Fabrizio Casal, ritrovando una sintonia profonda che ha reso il risultato ancora più speciale.
La storia di Chiara non è fatta solo di medaglie, ma anche di resilienza e forza interiore: dopo una diagnosi di glaucoma che ha progressivamente ridotto la sua vista, lo sport è diventato per lei non solo una sfida agonistica, ma uno strumento di crescita personale. Ogni curva, ogni salto, ogni scia tracciata sulla neve racconta la voglia di superare limiti e trasformare difficoltà in traguardi.
A Milano Cortina hai gareggiato sempre con il supporto della tua guida, un elemento fondamentale nello sci alpino paralimpico: quanto è stato importante il vostro legame e la fiducia reciproca nei momenti più delicati delle gare?

Alle Paralimpiadi ho gareggiato con due diverse guide ed è stato fondamentale la fiducia in loro ma soprattutto la sensibilità perché nei momenti di sconforto mi hanno aiutata a non mollare.
Nella gara del Super-G sull’Olympia delle Tofane, hai conquistato l’oro: a Cortina hai vinto anche l’argento in discesa, gigante e combinata. C’è una medaglia che ti rende particolarmente orgogliosa, in cui hai sentito di aver fatto “qualche cosa di speciale”? Cosa hai sentito quando l’hai conquista?
La medaglia che mi rende più orgogliosa è l’argento in Combinata perchè solitamente nella manche di slalom non sono molto forte; invece, quel giorno sono riuscita ad andare veloce anche in quella disciplina. Diciamo che ne vado fiera perché è stata la medaglia più inaspettata.
Io ho quindici anni e, come molti miei coetanei ho momenti di dubbio, incertezza e paura di non farcela ad affrontare gli ostacoli che troverò davanti a me. Cosa diresti ad una ragazza che di fronte alla difficoltà tende a scoraggiarsi per motivarla a non arrendersi?
Il mio motto è “sempre avanti, mai mollare”. Il consiglio che potrei dare ad una ragazza di 15 anni è quello di non isolarsi e chiedere aiuto ad amici e parenti nei momenti di sconforto e trovare un hobby che non ti faccia pensare ai problemi che puoi avere.
Tu vai nelle scuole a parlare di resilienza e, come porta bandiera dell’Italia, sei un’ambasciatrice dei valori paraolimpici. Puoi spiegarceli?
I valori paralimpici secondo me sono il coraggio di rialzarsi nonostante una disabilità, la determinazione di arrivare all’obiettivo prefissato e l’ispirazione di altre persone che vivono un periodo di difficoltà, fargli capire che comunque se si vuole una cosa con i giusti aiuti la si può ottenere.
Dopo aver conquistato quattro medaglie a Milano Cortina, quali sono i tuoi prossimi obiettivi sportivi? E cosa ti motiva oggi a continuare a spingerti oltre, dopo aver già raggiunto traguardi così importanti?
I prossimi obiettivi sportivi saranno i Mondiali del prossimo inverno. I costanti miglioramenti sono quelli che mi danno la spinta ad andare avanti, ripensando anche al mio passato. Infatti, dopo la diagnosi di glaucoma mi sono chiusa in camera per due anni e pensavo che la mia vita non fosse più degna di essere vissuta, poi ho scoperto lo sci ed è stato una sorta di medicina. Lo sport mi aiuta a non pensare ai miei problemi.
Ringraziamo Chiara per aver condiviso con noi i suoi pensieri, le sue sensazioni e l'emozione di aver conquistato quattro medaglie a Milano-Cortina. La sua determinazione, il suo spirito di sacrificio e la sua passione per lo sci alpino paralimpico non solo l’hanno portata a raggiungere traguardi incredibili, ma sono un esempio di coraggio e ispirazione per tutti.
Chiara DS
Ultima revisione il 08-04-2026
