Tra note e neuroni: il percorso universitario inusuale di Jessica

La procrastinazione non è un'opzione

 

Dalla fisioterapia al conservatorio, fino alle neuroscienze: il percorso di Jessica dimostra che non esiste un’unica strada per realizzarsi. Tra cambi di rotta, esperienze all’estero e una forte passione per lo studio, ci racconta come ha costruito, passo dopo passo, il suo futuro.

 Jessica Briasco

Ciao Jessica! Innanzitutto, complimenti per la tua laurea magistrale. Sappiamo però che questo è stato il tuo quarto elaborato di tesi: ci racconti il tuo percorso di studi e come sei arrivata a questo traguardo?

Ciao Marta! Il mio percorso non è stato per niente lineare e credo sia abbastanza atipico. Al quinto anno di liceo scientifico PNI non avevo la minima idea di cosa avrei voluto fare, ho sempre invidiato chi aveva le idee chiare! Ho iniziato con infermieristica pediatrica, ma già durante il primo anno ho capito che non era la strada giusta per me.

Così ho rifatto il test d'ingresso e ho iniziato fisioterapia, con già in mente che avrei proseguito al conservatorio. Mi sono laureata in fisioterapia a novembre 2016, e a ottobre 2017 ho iniziato il conservatorio, dove mi sono diplomata in basso elettrico jazz nel 2022 (il Covid ha rallentato un po' tutto...). Nel frattempo, dal 2017 al 2019, ho anche frequentato un master in osteopatia. L'ultimo traguardo è la laurea magistrale in scienze cognitive con curriculum in neuroscienze, ottenuta a marzo 2026.

Ho sempre lavorato in parallelo: prima come cameriera e suonando, poi come fisioterapista affiancando l'attività musicale. È stato impegnativo, ma la motivazione è sempre stata grande.

C’è una tesi a cui sei particolarmente legata? Perché?

Ogni tesi è stata uno stimolo diverso per crescere: sono l'occasione per tirare le fila di un percorso e approfondire ciò che ci appassiona davvero.

Quella del conservatorio è stata sicuramente la tesi "del cuore". Ci ho messo quasi un anno a scriverla, e quando l'ho vista stampata mi sono commossa, è stato un bel momento.

Altre due, però, mi hanno letteralmente aperto al mondo. Per la tesi triennale in fisioterapia, grazie al progetto Free Mover, ho trascorso due mesi a New York alla City University of New York; per la magistrale, con la borsa di studio "tesi all'estero", sono stata cinque mesi in Danimarca all'Università di Aarhus presso il Center for Music in the Brain. Esperienze che non dimenticherò mai.

Se devo indicare quella più formativa, direi l'ultima: mi ha permesso di entrare davvero nel mondo della ricerca neuroscientifica, un ambito che mi appassiona profondamente e nel quale spero di continuare a lavorare.

Tra i diversi percorsi che hai affrontato, quale ti è sembrato il più complesso e perché?

È una domanda particolare, perché dipende molto da cosa si intende per "complesso".

Se parliamo di contenuti, la risposta è ovvia: la laurea magistrale. Ma credo sia fisiologico: più si avanza nella formazione, più i contenuti diventano dettagliati e richiedono un pensiero critico profondo.

Se invece rispondo da un punto di vista personale, il percorso più complesso è stato quello al conservatorio, perché mi ha costretta a rivoluzionare completamente il mio modo di studiare. Sono sempre stata una studentessa molto attenta in classe, brava a prendere appunti e a memorizzare, una strategia che mi ha sempre permesso di fare la maggior parte del lavoro durante le lezioni, salvo poi qualche sessione di studio disperata dell'ultimo minuto. Lo ammetto: sono una procrastinatrice (ma sto migliorando!).

In conservatorio, però, questa strategia semplicemente non funziona. Per perfezionarti su uno strumento sei obbligato a studiare qualche ora ogni giorno, senza eccezioni. La procrastinazione non è un'opzione. È stata una lezione di disciplina che va ben oltre la musica.

Il tuo percorso universitario è durato circa nove anni: c’è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare?

Onestamente? No, mai. Non vedo l'ora di cominciare il prossimo!

Non ho mai vissuto la formazione universitaria come un obbligo, al liceo non ero una studentessa brillantissima, ma qualcosa è scattato dopo, e ogni percorso che ho scelto l'ho intrapreso con entusiasmo e piena consapevolezza. La stanchezza c'è stata, non lo nego: conciliare studio, lavoro e vita non è mai semplice. Ma non ho mai perso di vista il perché stessi facendo quello che facevo, e questo mi ha permesso di godermi il percorso.

Di cosa ti occupi oggi?

Al momento lavoro come fisioterapista in neuropsichiatria infantile presso l'ASL di Novara, dove sono da più di tre anni. Mi occupo della presa in carico e della riabilitazione di bambini con disabilità e alterazioni dello sviluppo neuropsicomotorio, un lavoro che richiede aggiornamento continuo e che amo anche per questo.

Sono anche tutor clinica per gli studenti del corso di laurea in fisioterapia e insegno un corso di ricerca applicata in riabilitazione agli studenti del secondo anno: trasmettere quello che ho imparato è una parte del mio lavoro che trovo molto significativa.

In parallelo, seguo privatamente pazienti che sono musicisti (amatoriali e professionisti). E continuo a suonare, anche se in questo periodo un po' meno: la musica resta comunque parte di me.

Che consiglio daresti a uno studente delle superiori che sta pensando di intraprendere un percorso universitario impegnativo come il tuo?

Il mio consiglio più grande è: scegli di studiare qualcosa che ti appassiona davvero. Solo così non sarà mai un peso o un obbligo, anche nei momenti più faticosi.

E poi, cosa che sento molto mia, non è mai troppo tardi. Io stessa, a trent'anni, ho esitato prima di iscrivermi alla magistrale. Oggi sono grata di averlo fatto, e soprattutto di averlo fatto in quel momento della mia vita: le competenze, le esperienze e la maturità accumulate negli anni precedenti mi hanno permesso di vivere quest'ultimo percorso con una consapevolezza e un entusiasmo per l'apprendimento che probabilmente non avevo a vent'anni.

Quindi: fate quello che vi piace. Cambiate ambito se ne sentite il bisogno, oppure no. Seguite la vostra passione, non potrete sbagliare.

 

Ringraziamo Jessica per la disponibilità!

Marta A.

 

Ultima revisione il 26-04-2026