Margherita: dal liceo alla laurea in Dietistica

Bella, sorridente e super sportiva, abbiamo il piacere ascoltare il racconto di Margherita Nazzi, ex studentessa del nostro liceo che si era diplomata nel 2019 allo Scientifico. Oggi Margherita è una dietista che, oltre che nel suo studio privato, lavora al fianco di medici e specialisti sanitari, in ospedali e cliniche.

Nazzi Margherita

Ciao Margherita, cosa ti ha spinta a scegliere il tuo percorso di laurea?

Fino agli ultimi mesi della quinta superiore non avevo idea di cosa avrei voluto fare. Non sono una di quelle persone che hanno sempre avuto chiaro il proprio futuro. Quando ho scoperto Dietistica, però, mi sono resa conto che questo ramo di studi univa tre aspetti che mi hanno sempre appassionata: lo sport, la cucina e il contatto diretto con le persone. Ho deciso quindi di imboccare questo percorso e, con il tempo, ho capito di non aver potuto fare scelta migliore. Oggi mi occupo di qualcosa che mi permette di migliorare concretamente la salute e la qualità di vita delle persone, e questa per me è una soddisfazione enorme.

Oltre al tuo lavoro nello studio, lavori in qualche ospedale?

Sì. Ho avuto la fortuna di diventare responsabile del Servizio di Nutrizione e Dietetica dell'IRCCS Maugeri di Veruno (clinica di riabilitazione cardiologica, pneumologica, neurologica e fisiatrica) nel 2023, a solo un anno dalla laurea. È stata una grande responsabilità, ma anche una straordinaria opportunità di crescita professionale.

Da febbraio del 2025 ricopro inoltre lo stesso ruolo presso l'Istituto Maugeri di Torino. Questo significa gestire attività cliniche, organizzative e multidisciplinari, collaborando quotidianamente con medici, infermieri e altri professionisti sanitari.

La mia è sicuramente una vita molto intensa e spesso frenetica, ma altrettanto stimolante e gratificante. Sapere di poter contribuire al percorso di cura dei pazienti rende ogni giornata ricca di significato.

Qual’ è il falso mito sull’alimentazione che ti capita di sfatare più spesso?

Probabilmente il mito secondo cui i carboidrati facciano ingrassare e vadano eliminati per dimagrire.

Pane, pasta, riso e altri cereali vengono spesso demonizzati, ma in realtà rappresentano una delle principali fonti di energia per il nostro organismo. Il problema non è il singolo alimento, bensì l'equilibrio complessivo dell'alimentazione e dello stile di vita.

Nella mia professione mi capita spesso di spiegare che non esistono alimenti "buoni" o "cattivi" in assoluto: ciò che conta è la quantità, la frequenza e il contesto in cui vengono consumati.

Qual’ è il tuo “sgarro” preferito?

Il sushi, senza alcun dubbio.

Molte persone lo considerano automaticamente un alimento sano, ma in realtà non sempre è così. Il riso utilizzato per il sushi viene condito con zucchero e aceto, mentre la salsa di soia è particolarmente ricca di sodio. Inoltre, alcune preparazioni possono contenere salse, formaggi o ingredienti fritti che ne aumentano notevolmente l'apporto calorico.

In realtà, però, il concetto stesso di "sgarro" viene spesso interpretato in modo negativo, quasi come se fosse qualcosa di cui sentirsi in colpa. Io cerco sempre di trasmettere ai miei pazienti un messaggio diverso: il fatto di concedersi ogni tanto un alimento che ci piace non è un pericolo, ma può diventare un alleato.

La soddisfazione psicologica è una componente fondamentale di una sana alimentazione. Se impariamo a mangiare bene nella quotidianità, una cena fuori o un pasto più sfizioso non compromettono i risultati, anzi spesso aiutano a mantenere nel tempo abitudini sane e sostenibili.

Vorresti cambiare qualcosa nel modo in cui oggi si parla di alimentazione? Se si cosa?

Assolutamente sì.

La prima cosa che cambierei è l'idea che la parola "dieta" significhi privazione, sacrificio o sofferenza. Negli anni siamo stati abituati a collegare questo termine a rinunce e restrizioni, mentre il suo significato dovrebbe essere molto diverso. Per me una dieta è un percorso di educazione alimentare: imparare a nutrirsi nel modo più adatto al proprio corpo, alla propria salute e al proprio benessere psicologico.

Il secondo aspetto riguarda l'eccessiva attenzione che spesso viene data al numero sulla bilancia. Il peso è certamente un dato utile, ma non può essere l'unico parametro per valutare una persona. Ognuno di noi ha una diversa composizione corporea, una diversa struttura fisica, abitudini differenti e obiettivi differenti.

Due persone con lo stesso peso possono avere condizioni di salute completamente diverse. Per questo motivo credo sia importante spostare l'attenzione dal semplice numero alla salute complessiva, alla qualità delle abitudini quotidiane e al benessere generale della persona.

Se dovessi dare un consiglio alimentare valido per tutti, quale sarebbe?

Imparate a costruire pasti completi ed equilibrati, senza demonizzare nessun macronutriente. Proteine, grassi e carboidrati hanno tutti un ruolo fondamentale nel nostro organismo e nessuno di essi dovrebbe essere eliminato senza una reale necessità.

Allo stesso tempo, non dimenticate che mangiare non significa solo nutrirsi: significa anche condividere momenti con gli altri. La convivialità è un aspetto importante della vita sociale e del benessere.

Una pizza con gli amici o una cena speciale non sono ciò che determina il nostro stato di salute. Sono le abitudini che ripetiamo ogni giorno a fare la differenza. Se durante la settimana mangiamo in modo equilibrato e manteniamo uno stile di vita attivo, possiamo vivere questi momenti con serenità e senza sensi di colpa.

Ringraziamo Margherita per la sua gentilezza e disponibilità, e ci auguriamo di avere notizie sul proseguimento della sua carriera.

Caterina P.

Ultima revisione il 06-06-2026