Francesco: il percorso di Economia, tra difficoltà e soddisfazioni
Francesco Grosso, laureato in Economia e nostro ex-studente racconta il suo percorso che lo ha portato dagli studi di Economia e Finanza, attraverso esperienze in Italia e all’estero, ad un lavoro nel settore bancario.

Dopo il diploma in cosa dove hai studiato e in cosa ti sei laureato?
Dopo il diploma ho intrapreso un percorso triennale in Economia e Finanza, scegliendo poi di specializzarmi con una laurea magistrale presso l’Università Cattolica di Milano, da cui mi sono recentemente laureato, nella gestione delle banche e delle assicurazioni, approfondendo in particolare il funzionamento del settore bancario e finanziario.
Quali difficoltà hai incontrato durante l’università?
Una delle principali difficoltà che ho incontrato durante l’università è stata sicuramente il passaggio dalla scuola superiore a un contesto completamente diverso, sia per metodo di studio sia per organizzazione personale. Il corso che ho scelto, essendo molto quantitativo, ha richiesto un approccio differente (più strutturato e con maggiore costanza) rispetto a quello a cui ero abituato. Ho dovuto imparare a gestire in modo più autonomo il mio tempo, organizzando meglio le giornate tra lezioni, studio ed esami. Proprio per questo, uno dei consigli più importanti che mi sento di dare è quello di circondarsi delle persone giuste: avere accanto compagni con cui condividere le difficoltà del percorso aiuta molto, non solo nei momenti più impegnativi, ma anche nel vivere tutte le esperienze positive (e sono tantissime) e i tanti bei momenti che solo l’università sa offrire.
Se tornassi indietro sceglieresti di nuovo quel percorso?
Sì, assolutamente. Se tornassi indietro sceglierei di nuovo questo percorso senza dubbi. E’ un percorso che offre e da accesso a moltissime e differenti opportunità, sia durante gli anni universitari sia dopo la laurea: dagli stage lavorativi alle esperienze all’estero, fino agli incontri diretti con aziende e professionisti del settore, senza dimenticare la disponibilità dei professori, che hanno rappresentano un supporto anche nell’orientamento professionale. Inoltre, si tratta ancora oggi di una laurea particolarmente richiesta dal mercato del lavoro, offrendo sbocchi molto ampi in ambiti come banche, consulenza, corporate finance e management.
Per questo motivo, rifarei la stessa scelta: è stato un percorso impegnativo, ma altrettanto formativo e capace di aprire molte porte per il futuro.
Quanto conta davvero la matematica nel tuo percorso di laurea?
La matematica ha sicuramente un ruolo molto importante in questo percorso di laurea. Si tratta infatti di un corso principalmente quantitativo, in cui una parte significativa degli esami richiede basi matematiche e statistiche. In senso stretto, direi che circa il 40-50% del piano di studi si concentra proprio su queste aree, attraverso materie come matematica finanziaria, statistica, econometria e analisi dei dati, nonché corsi più puramente economici ma che hanno le loro fondamenta proprio nella matematica.
Detto questo, il percorso non è esclusivamente matematico: sono presenti anche esami di area giuridica e manageriale, che contribuiscono a offrire una preparazione completa e multidisciplinare. Inoltre, soprattutto nell’ultimo anno, sia della laurea triennale sia della magistrale, è spesso possibile personalizzare il proprio percorso scegliendo esami opzionali in base ai propri interessi e obiettivi.
A chi la consiglieresti e a chi la sconsiglieresti?
Consiglierei questo percorso a chi ha voglia di mettersi in gioco, a chi ha grandi ambizioni per il proprio futuro professionale e a chi ha un interesse per il mondo dell’economia, della finanza e dei mercati finanziari in generale. È una laurea che richiede impegno, costanza e consapevolezza che si affronteranno anche sfide complesse, ma che allo stesso tempo può offrire grandi soddisfazioni e opportunità. Più che sconsigliarlo a qualcuno in particolare, credo che la vera chiave nella scelta universitaria sia orientarsi verso un percorso che susciti reale interesse personale. Quando si studia qualcosa che appassiona, le difficoltà e le “lacune” che tutti abbiamo diventano gestibili e il percorso può trasformarsi in un’esperienza molto positiva e gratificante.
Quali esperienze all’estero hai fatto? E’ vero che l’inglese deve essere quasi una seconda lingua?
Durante il mio percorso universitario ho avuto la possibilità di partecipare a un exchange program a San Diego, in California, durante il secondo anno della laurea magistrale, della durata di 5 mesi. È stata un’esperienza estremamente formativa, che consiglio vivamente a chiunque ne abbia l’opportunità. Studiare all’estero permette non solo di confrontarsi con un sistema accademico diverso, ma soprattutto di entrare in contatto con studenti provenienti da tutto il mondo, ampliando il proprio punto di vista sia a livello personale sia professionale.
Un’esperienza internazionale offre inoltre moltissimi vantaggi: aiuta a sviluppare autonomia, capacità di adattamento, apertura mentale e sicurezza personale, oltre a rappresentare una grande occasione di crescita vivendo lontano da casa e imparando a gestire nuove situazioni. Dal punto di vista lavorativo, inoltre, è spesso un valore aggiunto molto apprezzato.
Per quanto riguarda l’inglese, sì, è senza dubbio una competenza molto importante, soprattutto in un settore come quello economico-finanziario, ma non è necessario partire con un livello da “madrelingua”. L’aspetto fondamentale è avere la volontà di migliorarsi: spesso è proprio l’esperienza diretta che consente di fare i progressi maggiori. Anche chi parte con qualche insicurezza non dovrebbe farsi scoraggiare, perché vivere e studiare in un contesto internazionale rappresenta uno dei modi migliori per sviluppare rapidamente le proprie competenze linguistiche, soprattutto a livello pratico e non scolastico, perché dobbiamo dirlo la differenza c’è.
Stai già lavorando? Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo futuro?
Attualmente lavoro da circa sei mesi, dopo aver fatto alcune esperienze attraverso stage a Milano. Alla fine ho scelto di tornare a Biella e oggi lavoro in Banca Sella, in una posizione che mi permette di mettere in pratica quanto appreso negli anni di studio e di continuare a crescere imparando da un punto di vista più concreto.
Per quanto riguarda il futuro, al momento preferisco non fissarmi obiettivi troppo rigidi o definitivi. Ho ancora le idee aperte su dove e come mi vedrò tra qualche anno, e credo sia importante lasciare spazio alle opportunità che possono presentarsi lungo il percorso. Sicuramente immagino la mia carriera nell’ambito finanziario, che resta il settore in cui desidero svilupparmi. Allo stesso tempo, però, penso sia fondamentale che il lavoro, per quanto importante, non rappresenti tutto. Soprattutto in un settore impegnativo come questo, mantenere un equilibrio tra carriera e vita privata è essenziale. Un consiglio per tutti coloro che vorranno lanciarsi in questo ambito: avere ambizione è importante, ma lo è altrettanto non trascurare la propria dimensione personale.
Ringraziamo Francesco per la disponibilità.
Ilaria
Ultima revisione il 17-05-2026
