Edoardo: Laurea magistrale in “Ingegneria informatica” al Politecnico di Torino

Emotivo, determinato e altruista. Edoardo Morello, ex studente del Liceo Cossatese della sezione Scienze Applicate, a luglio si è laureato con 110 in ingegneria informatica.

Ciao Edo, su cosa hai basato la tua tesi?

Festeggiamento Laurea Morello

Ciao! La mia tesi è basata sul lavoro che ho svolto nell'ultimo anno prima della Laurea, in una azienda di Roasio. La tesi consisteva sull’automazione della gestione della vendita on-line di diversi prodotti su più piattaforme diverse. Con gestione si intende tutto il processo di vendita on-line: il caricamento del catalogo in vari Marketplace, il recupero degli ordini trasmessi dai clienti e scambi di eventuali messaggi con i clienti stessi.

 Per quanto riguarda l'università, avevi già le idee chiare o sei stato in dubbio fino all’ultimo? Se è questo il caso ti è servito l’orientamento delle superiori?

Onestamente non avevo molto le idee chiare, non sapevo cosa avrei potuto fare di preciso. Le idee principali erano psicologia, indirizzata verso criminologia, e matematica, due tematiche completamente antitetiche. Decisi di fare l'orientamento proposto dal liceo, che era finalizzato ad effettuare test di ammissione; uno di questi era il corso di preparazione all’esame del Politecnico, che, siccome ero portato nelle materie scientifiche, trovai abbastanza facile. Alla fine feci un buon risultato che mi permise di entrare all’università senza dover fare ulteriori esami e quindi decisi di prendere questa strada.

Descrivi il tuo percorso scolastico con cinque parole.

Solo (a causa del Covid), dedicato, fortunato, complesso e a lieto fine.

L’università è stata come te l’aspettavi o avresti preferito saperne di più?

Partendo sempre dal presupposto che ho vissuto l’esperienza universitaria in un periodo particolare (come tutti gli studenti che hanno iniziato un nuovo percorso come le superiori o le medie in DAD), iniziandola in presenza e proseguendola subito dopo a distanza per parecchio tempo, la mia idea di vita universitaria era come mi aspettavo: una gestione personale del proprio tempo e un modo di vivere lo studio completamente diverso da quello che è sempre stato. A mio parere si basa tutto sulla forza mentale e sulle capacità che una persona ha di occupare il tempo nel modo più propizio, avendo sempre il giusto compromesso tra svago e impegni universitari. 

Credi sia importante avere dei momenti di tempo libero?

Sì, come detto precedentemente, è importante avere dei momenti di svago, in cui relazionare con altre persone e se sì può, vedi che non ci siano pandemie globali in corso, uscire di casa e fare tutte quelle attività che si fanno a vent’anni.

Com'è stato vivere da solo, lontano dalla tua famiglia?

Ho vissuto per cinque anni, in un appartamento a Torino, vicino all’università, con un coinquilino, con cui ho fatto le superiori. Non mi sono dovuto abituare a stare con una persona nuova; sebbene vivere con un'altra persona che non fa parte della tua famiglia, ti porta a doverti abituare ai tempi e alle abitudini di qualcun altro. Questo, secondo me, fa aumentare la tua indipendenza.

Rifaresti questo percorso?

Il mio percorso universitario è cominciato con alti e bassi, perché ho iniziato l'università nel 2019 e dopo quattro mesi è arrivata la pandemia. Il covid ha influenzato il mio percorso. Ho iniziato con entusiasmo che è venuto meno dopo i primi esami del primo semestre. E’ stato un percorso decisamente lungo e snervante, in cui ho messo davanti a molte cose la buona riuscita degli esami e del percorso di studi intrapreso. D'altra parte posso comunque reputarmi soddisfatto di quello che ho fatto, sia per i rapporti instaurati durante gli anni universitari, sia per i risultati, che dopo tanto studio, hanno dato i loro frutti.

 Lo consiglieresti?

Per intraprendere questo percorso, secondo me, deve piacerti molto l’ingegneria informatica e, come credo in tutti gli ambiti, devi tenerti pronto a dei fallimenti perché fanno parte del percorso di crescita, quindi se ti piace questo genere, te lo consiglierei.

Stai già lavorando? Se sì, è stato difficile passare dallo studio al mondo del lavoro?

Sì, sto già lavorando e ho iniziato a lavorare part time, durante la magistrale, per aziende per cui attualmente lavoro. Il fatto di iniziare a lavorare part time durante l’università, mi ha insegnato a utilizzare il tempo in modo ottimale, sapendomi dividere bene tra scuola e lavoro. Grazie a questo, il passaggio è stato più lieve.

 Come ti vedi fra qualche anno?

Sinceramente ho una visione molto pessimistica dell’esistenza umana, soprattutto con le ultime vicende che si vedono nel mondo e si possono sentire nei telegiornali, a parte questo tra qualche anno mi immagino con un lavoro stabile e una casa o un appartamento a vivere da solo.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il tuo futuro

EBV

Ultima revisione il 29-11-2025