Carol – Laurea all’Università di Modena, dipartimento E. Ferrari, Ingegneria dell’autoveicolo

La passione per ciò che c’è dietro le corse diventa motivazione per un percorso di studi

Carol Zani, ex studentessa del Liceo del Cossatese, uscita con 100 e lode dallo scientifico, si è da poco laureata in Ingegneria dell’autoveicolo — una facoltà che si occupa della progettazione, produzione e gestione dei veicoli — presso l’Università di Modena. E’ un settore di studi particolare, che non tutti conoscono, e l'abbiamo intervistata per poterne sapere di più e per dare ai giovani interessati di motori e meccanica un possibile orizzonte.

Dove ti sei laureata, in che facoltà e qual era l’argomento della tua tesi?

Zani Carol

Mi sono laureata presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, conseguendo una laurea triennale in Ingegneria del Veicolo.

A tal fine ho sviluppato una tesi in cui tramite analisi agli Elementi Finiti (speciali software che studiano la risposta delle strutture e dei componenti alle varie sollecitazioni) ho valutato la caratteristica, ossia la rigidezza, di una particolare molla a diaframma che trova applicazione nella frizione della vettura della squadra corse dell’università nel campionato Formula SAE. In particolare, ho studiato in termini di forza la risposta della molla quando viene sollecitata da un precarico necessario al corretto montaggio del componente.

Come sei arrivata a scegliere questo percorso? Hai sempre saputo che sarebbe stato questo, l’hai capito facendo un’esperienza particolare? Ti ha aiutato il racconto di qualcuno o è stata utile un’attività di orientamento?

La scelta di perseguire questo percorso risale a diversi anni fa, ancor prima di iniziare il liceo scientifico. La scelta di quest’ultimo è stata proprio dettata da ciò che avrei voluto fare in futuro. Da più di dieci anni ho sviluppato una profonda passione per il motorsport, non legata soltanto alle gare in sè, ma anche per tutto ciò che si trova dietro le quinte. È stato un mondo che ho assaporato in famiglia ed alla fine ci sono cascata anche io.

Dopodiché, per cercare conferme che fosse la strada più giusta ho fatto l’esperienza di PCTO presso un’azienda molto attiva in ambito automotive, Tatuus Racing e sono entrata in contatto con diverse figure professionali di quel mondo che potessero aiutarmi a scegliere la strada più giusta.

Come ti sei trovata?

Giunti al termine del percorso e traendo conclusioni a mente lucida posso dire di essermi trovata bene. Ovviamente, come ogni università e facoltà ha i suoi pregi e difetti, però permette di sviluppare conoscenze e capacità che poche altre realtà possono offrire. Sicuramente è un’università che chiede molto ai suoi studenti, non solo a livello accademico ma anche personale, perchè non sempre è facile reggere l’impegno mentale che richiede, però quando si giunge al termine ogni sforzo è ripagato.

Che consiglio daresti ad un liceale che vuole intraprendere questo percorso dopo il diploma?

Il consiglio più grande che mi sento di dare è di scegliere questo percorso quando si è spinti dal cuore, da una passione e dalla giusta motivazione. Non è facile reggere il ritmo richiesto e se si sceglie questa facoltà solo perchè può dare un buon posto di lavoro, può diventare complesso portarla a termine.

Se si fa qualcosa che piace si trova sempre il modo di andare avanti, anche nei momenti peggiori.

E adesso che programmi hai sul futuro e, in generale, che porte ti apre questa università?

Adesso il programma è quello di continuare il mio percorso con una laurea magistrale sempre a Modena. L’obiettivo è quello di riuscire ad essere presa per il corso di laurea di Advanced Automotive Engineering, creato in collaborazione con varie aziende di spicco del territorio. Però, i posti sono pochi e se ciò non dovesse andare a buon fine proseguirei con una laurea magistrale in Ingegneria del Veicolo.

Tutti i corsi inizieranno a settembre e quindi nel frattempo sto facendo alcuni colloqui per un’attività di stage.

In generale, laureandosi in questa università si aprono molte porte, non solo in ambito automotive, ma anche in tutto ciò che è ingegneria meccanica ed industriale.

Se potessi tornare indietro quindi lo rifaresti o sceglieresti un’altra facoltà?

Tornassi indietro non sceglierei niente di diverso. Rifarei esattamente lo stesso percorso perchè non c’è molto altro che vorrei fare nella vita.

Cosa pensi delle Driverless Cars? Potrebbero essere effettivamente una svolta per il futuro?

Onestamente penso che le Driverless Cars possano essere un bellissimo progetto di studio, che possono trovare una loro applicazione in progetti universitari, in alcune vetture da strada, ma non penso che si possano definire il futuro dell’automotive.

A parere personale penso che la componente umana nella nostra quotidianità ci debba sempre essere, è ciò che rende belle le cose.

Detto questo, sicuramente studiarle possono portare a molti progressi nella mobilità di tutti i giorni, per il funzionamento di tutti i sistemi che usiamo quotidianamente.

Non penso però che il nostro futuro sarà fatto da auto che si guidano da sole, o almeno lo spero, ci toglierebbe il piacere della guida.

Infine, una curiosità che ci riguarda: qual è secondo te il futuro dei veicoli?

Questa è una domanda molto interessante, ma la cui risposta è molto complessa. Ciò che considero certo è che il futuro non sarà totalmente elettrico come invece molti vorrebbero, soprattutto le istituzioni.

Ad oggi non si è pronti ad una totale rivoluzione elettrica perché mancano le strutture ed i potenziali acquirenti. Inoltre, bisogna tenere conto che per avere energia elettrica bisogna produrla e poi ci sono tutte le fasi di smaltimento. Se dovessimo tenere conto di tutto non saranno mai ad emissioni zero.

Ma in generale, è utopico voler realizzare nel futuro più vicino a noi veicoli ad emissioni zero.

Ciò che potrebbe essere importante è studiare e cercare di creare veicoli che combinino le varie tecnologie a nostra disposizione per cercare di creare il minor impatto possibile.

La ricerca di nuovi combustibili è sicuramente una chiave di volta ma è, ad oggi, un percorso molto costoso ed impegnativo.

Ci tengo inoltre a sottolineare che i veicoli di uso quotidiano creano solo una piccola parte delle emissioni; quindi, se il nostro obiettivo è quello di creare un mondo più green dobbiamo ampliare un po’ le nostre vedute.

Investire in trasporti pubblici efficienti e funzionanti che riducano le auto in circolazione, sviluppare tecnologie che abbiano minor impatto sull’ambiente per mezzi pesanti per lo spostamento delle merci e soprattutto regolamentare ogni azienda ed ogni realtà di qualsiasi ambito al rispetto dell’ambiente.

Quindi, in conclusione, penso che avremo a che fare con il motore a combustione interna ancora per un po’, anche se sicuramente cambierà ma non sarà sostituito.

 Ringraziamo Carol per la sua disponibilità.

Carol ci ha anche segnalato che proprio in questi giorni, dal 23 al 26 febbraio, ci saranno degli open day riguardanti l’ingegneria dell’autoveicolo.

Anna

Ultima revisione il 20-02-2026