Carolina - Laureata in Scienze e tecniche psicologiche ad Aosta

Studiare Psicologia significa confrontarsi con la complessità della mente umana, ma anche con un percorso universitario che richiede tempo, riflessione e formazione continua. Carolina, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università della Valle d’Aosta, racconta la sua esperienza: dalla scelta del corso di laurea alla tesi ispirata a La scienza del male di Simon Baron-Cohen, fino alle prospettive professionali e alle difficoltà spesso poco raccontate.

 Ciao! In che cosa ti sei laureata e con quale tesi?

Carolina Landesi - Laurea

Mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università della Valle d’Aosta, con una tesi incentrata sul volume “La scienza del male” di Simon Baron Cohen, focalizzandomi su tre disturbi di personalità: il disturbo borderline, il disturbo

narcisistico e il disturbo psicopatico.

Come sei arrivata a scegliere questo percorso?

La scelta di Psicologia è sempre stata una delle opzioni possibili, sin dal primo anno di liceo. Mi ha sempre interessato comprendere il comportamento umano, le emozioni e le dinamiche relazionali. Questa curiosità si è rafforzata grazie a esperienze personali e scolastiche e anche ascoltando racconti di persone che lavorano nell’ambito psicologico. Le attività di orientamento mi hanno aiutato a chiarire che fosse un percorso in linea con i miei interessi e le mie attitudini.

Ora che hai finito: è stata la scelta giusta?

Sì, a posteriori posso dire che è stata la scelta giusta.

Perché?

Perché è un percorso che mi ha fatto crescere non solo a livello accademico, ma anche personale. Ho avuto la possibilità di acquisire strumenti utili per leggere la realtà in modo più critico e consapevole, e una maggiore attenzione verso me stessa e gli altri.

A chi la consiglieresti e a chi la sconsiglieresti?

La consiglierei a chi è realmente interessato alle persone, all’ascolto e alla riflessione, e a chi è disposto a mettersi in discussione. La sconsiglierei a chi cerca un percorso solo pratico o immediatamente professionalizzante, perché Psicologia richiede tempo, studio teorico e sicuramente una formazione successiva.

Cosa non ti era stato detto e sarebbe stato utile sapere?

Avrei voluto sapere prima quanto fosse importante la laurea magistrale e la formazione post-laurea per lavorare concretamente nel settore. Inoltre, non sempre è chiaro fin da subito quanto studio autonomo e capacità di organizzazione personale siano richiesti.

Oggi si parla molto dei costi crescenti, soprattutto quelli degli affitti. Nella tua sede universitaria questo problema era presente?

Sì, il tema dei costi, in particolare degli affitti, era presente anche ad Aosta, anche se in misura generalmente più contenuta rispetto a grandi città universitarie. La dimensione più piccola della sede universitaria però aiuta nella gestione quotidiana e nei rapporti con docenti e colleghi.

È un percorso che richiede molti sacrifici?

Secondo il mio punto di vista e la mia esperienza è un percorso assolutamente fattibile, dal momento in cui sono riuscita anche a lavorare part-time durante questi tre anni senza avere alcun tipo di risvolto negativo sul mio percorso accademico. La chiave è sapersi organizzare e pianificare precedentemente i vari esami.

Il tuo titolo di studi quali prospettive di lavoro apre?

Il titolo in Psicologia apre a diverse prospettive, soprattutto proseguendo con la magistrale: ambito clinico, educativo, sociale, del lavoro, delle risorse umane, della ricerca.

E tu in particolare a cosa punti?

In particolare, mi piacerebbe orientarmi verso Psicologia Clinica continuando la mia formazione e costruendo gradualmente una professionalità solida.

Ringraziamo Carolina per la disponibilità!

Marta

Ultima revisione il 23-01-2026