Christian: studiare criminologia tra giornalismo e passione

E’ possibile raggiungere i propri obiettivi senza passare tutto il giorno sui libri? “Il tempo c’è, basta saperlo organizzare”: parole di Christian Regis, un ex studente del Cossatese doppiamente laureato in “Criminologia e scienze politiche” e in “Sociologia” che ha condiviso con noi le sue esperienze.

Dove e quando hai conseguito i tuoi titoli di studio?

Ho conseguito la mia prima laurea magistrale in Ricerca Sociale a luglio 2024 e la seconda in Politiche sulla Sicurezza e Criminalità a ottobre 2025, entrambe presso l’Università degli Studi di Chieti. 

Come mai hai intrapreso questo percorso? 

Christian Regis

Mi ha sempre affascinato il modo in cui l’essere umano vive e si relaziona all'interno della società, analizzandolo da una prospettiva sociale, culturale, politica ed economica. Volevo capire cosa muovesse le masse e le diverse categorie sociali; è stata questa curiosità a spingermi verso questo tipo di studi. 

C’è stata una figura di riferimento che ti ha ispirato?

In realtà no, non c’è stata una "persona illuminata" a indicarmi la via. Ho sempre proceduto seguendo i miei interessi e le mie passioni. Le mie scelte sono state un mix di programmazione e istinto: a volte sono andate bene, altre meno, ma credo che il bello di scegliere risieda proprio in questo margine di rischio.

Qual è il tuo obiettivo professionale attuale?

 Al momento frequento una scuola di giornalismo a Urbino e sto svolgendo un tirocinio a Mediaset. Il mio obiettivo è continuare su questa strada e diventare giornalista. È un mestiere che si lega perfettamente ai miei studi, poiché permette di raccontare la società, l’attualità e la politica. 

In cosa consiste il tuo tirocinio a Mediaset? 

Io lavoro a “Mattino 5” nella prima parte diretta da francesco vecchi di cui si tratta di politica, cronaca e attualità. 

Che peso ha la laurea in criminologia nel tuo percorso giornalistico? È essenziale per te?

La laurea mi ha aiutato tanto, poiché studiando criminologia ho fatto tanto diritto, procedura penale e diritto penale, che per il giornalista è pane quotidiano, quindi è assolutamente essenziale. 

Che consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere un percorso simile al tuo? In ambito universitario, il mio consiglio è di non dedicare il 100% del proprio tempo esclusivamente ai libri. Può sembrare strano, ma credo sia fondamentale trovare un equilibrio tra studio e vita privata. Il rischio è quello di arrivare alla fine del percorso con 110 e lode e menzione accademica, per poi rendersi conto di non aver vissuto appieno gli anni dell’università. Sarebbe un vero peccato.

Cosa sconsiglieresti, invece?

Sconsiglierei di dare troppo peso a chi, specialmente durante l'ultimo anno di liceo, divide le lauree in quelle che "danno lavoro" e quelle che "non lo danno". Paradossalmente, nessuna laurea garantisce un impiego di per sé, nemmeno medicina. Ciò che conta davvero è quello che fai dopo. Molti studenti vedono la laurea come un punto d’arrivo, mentre in realtà è solo la base; la vera formazione specialistica e professionale inizia una volta ottenuto il titolo. 

Riesci a ritagliarti del tempo per i tuoi hobby?

Sì, ho sempre dedicato molto spazio alle mie passioni: sono ciò che mi ha permesso di mantenere l’equilibrio. Mi piace leggere, uscire per una birra o cenare con gli amici. Anche al liceo non sono mai stato uno studente che passava l'intera giornata sui libri, eppure questo non mi ha impedito di conseguire due lauree magistrali con lode. Il tempo c’è, basta saperlo organizzare.  

Se potessi tornare indietro, rifaresti le stesse scelte?

Assolutamente sì. Ho studiato ciò che amavo e ho fatto tante cose che mi hanno permesso di essere orgoglioso di me. Magari, col senno di poi, cercherei di fare alcune cose meglio, ma nel complesso rifarei esattamente tutto quello che ho fatto.

Ringraziamo Christian per la sua disponibilità e gli facciamo i nostri auguri perché possa conseguire i suoi obiettivi

Caterina e Emma L.

Ultima revisione il 23-05-2026