Ilaria, Laureata in Studi Asiatici e Mediterranei a Lingue e Letterature Moderne – Torino

Alle prese con il Cinese, lingua impegnativa, ma non impossibile

Oggi è con noi Ilaria Balma, ex studentessa del nostro liceo, che l’anno scorso molti hanno conosciuto perché ha affiancato la prof.ssa Pettinaroli durante alcune lezioni e che da poco si è laureata in una facoltà molto interessante. Continuate a leggere per saperne di più!

Ilaria Balma

Ti chiedo, in quale sede universitaria e in quale facoltà ti sei laureata?

Mi sono laureata a luglio in Lingue e Letterature Moderne – percorso studi Asiatici e Mediterranei – presso l’Università degli Studi di Torino.

Su quale argomento hai incentrato la tua tesi?

Con la mia tesi ho trattato il tema dell’utilizzo degli Anglicismi, ovvero i termini derivanti dalla lingua inglese comunemente utilizzati in altre lingue (e nel mio caso specifico l’italiano), in una serie TV per bambini molto recente di nome Just’in time. È stato interessante confrontare come i bambini di oggi crescano con un’influenza e un’esposizione all’inglese molto maggiore rispetto anche solo a quando ero bambina io.

Come sei arrivata a scegliere questo percorso?

Mi sono sempre piaciute le lingue (infatti arrivo dal liceo linguistico), le trovo tutte affascinanti a modo loro. Arrivati all’università ancor più che al liceo è importante scegliere un percorso che appassioni e che renda piacevole studiare. Però devo ammettere che studiare il cinese è stata una sfida che all’inizio pensavo potesse essere fin troppo difficile: non esiste l’alfabeto, sistemi di scrittura e di pronuncia completamente differenti dall’italiano o di qualsiasi altra lingua avessi mai studiato. Però ho deciso di mettermi in gioco e alla fine sono contenta di averlo fatto. Ho poi dovuto seguire i primi 2 anni quasi interamente in DAD a causa della pandemia, ma fortunatamente la classe di cinese non era molto numerosa e quindi il professore è riuscito a seguirci bene.

Adesso che hai finito cosa ne dici: è stata la scelta giusta? Perché?

Sono convinta sia stata la scelta migliore per me. Ho trovato tutti i corsi molto interessanti e quasi tutti i professori competenti, tornassi indietro mi iscriverei sicuramente di nuovo alla stessa facoltà.

A chi la consiglieresti e a chi la sconsiglieresti?

Il mio percorso prevedeva la scelta di due lingue da studiare: una orientale (a scelta tra cinese, giapponese e arabo) e una europea. Io ho scelto cinese e inglese. Se per le lingue orientali si parte, ovviamente, dal livello 0, per quelle europee (e per l’inglese in particolare) era richiesto un buon livello di partenza. Quindi in linea di massima la consiglierei a chi si sente di avere una buona base nella lingua (europea) scelta e a chi è pronto a mettersi in gioco, perché studiare il cinese non è affatto facile, ma nemmeno così impossibile: con una buona costanza e tanto esercizio, alla fine del percorso ci si può ritenere soddisfatti. Non la consiglierei alle persone con una mente più “matematica”, perché le materie sono unicamente umanistiche e letterarie e non penso che potrebbe essere la loro “cup of tea”.

Cosa non ti era stato detto e sarebbe meglio sapere sul tuo percorso universitario?

In generale il corso è ben illustrato. Forse l’unica cosa non chiarissima è che ci sono parecchi esami “di sbarramento” per quanto riguarda la sfera delle lingue e delle letterature: ovviamente senza aver passato l’esame di lingua del primo anno non è possibile sostenere quello del secondo, però per poter accedere all’esame di lingua (e anche a quelli di letteratura) è necessario passare gli esami di ‘lettorato’ (prettamente grammaticali) che contano solamente 3 appelli in tutto l’anno (a differenza degli altri esami che ne hanno 8). Quindi è molto importante concentrarsi su questi esami per evitare di rimanere bloccati.

È un percorso che richiede molti sacrifici? Si riesce a studiare ed avere del tempo per se stessi?

È un percorso che richiede costanza. Il cinese specialmente ha bisogno di pratica continua per non perdere tutti i progressi fatti. Il resto delle materie però sono tutte molto discorsive e molto interessanti, e quasi tutte per me sono state abbastanza facili da studiare. Sono riuscita a fare la babysitter per tutti e tre gli anni, viaggiare abbastanza ed avere tempo per me stessa. Con il giusto impegno costante, non serve “ammazzarsi di studio” per raggiungere i risultati.

Il tuo titolo di studi a quali prospettive di lavoro apre?

Come moltissime delle università italiane, la mia non mi ha preparata a nulla di ‘pratico’: tutto ciò che ho studiato è rimasto sul piano teorico, ad eccezione dei tre mesi di tirocinio che ho svolto proprio al liceo al fianco della Professoressa Pettinaroli, che mi hanno aiutata a capire che insegnare non mi dispiacerebbe affatto. In generale, sapere le lingue al giorno d’oggi è un buon punto di partenza per tutto ed un valore aggiunto, e soprattutto la conoscenza di una lingua orientale è molto apprezzata.

E te in particolare a cosa punti?

Al momento sto facendo uno stage extracurriculare in un ufficio commerciale e devo ammettere che l’ambiente mi piace molto. Mi sono iscritta alla magistrale in Scienze della Comunicazione e Culture dei Media sempre all’Università di Torino, e sono curiosa di vedere cosa mi riserva il futuro!

 

Grazie Ilaria per la tua disponibilità. Ti faccio i complimenti per i risultati ottenuti e buona fortuna!

 

Janis

Ultima revisione il 29-01-2026