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La testimonianza di Luana Ilardo chiude il corso sulla storia della mafia

Un racconto che smuove le coscienze

Durante il quinto ed ultimo incontro online sulla storia della mafia siciliana tenuti dal giornalista e scrittore Stefano Baudino, le classi quinte del liceo del cossatese hanno ascoltato in diretta la testimonianza di Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo, ex mafioso che negli anni Novanta decise di diventare collaboratore di giustizia: Luigi Ilardo operò come infiltrato nella mafia per conto delle forze dell’ordine, fino al 10 maggio 1996, quando venne ucciso da uomini di Cosa nostra stessa, probabilmente con la complicità di pezzi deviati dello Stato, di cui alcuni ancora sotto processo e in attesa di giudizio definitivo.

Grazie alle parole di Luana, che ha tenuto tra le sue mani il cadavere di suo padre, i liceali hanno conosciuto più nel dettaglio una realtà, quella della mafia, spesso sentita lontana e difficile da capire nelle sue logiche. Inoltre, nonostante il dolore e l’esperienza personale difficile, la Ilardo ha spiegato con lucidità e chiarezza le dinamiche criminali che avrebbero portato all’uccisione del padre, tra le quali spiccherebbe per importanza la presunta trattativa tra Stato e mafia.

Una verità difficile da trovare, con mafiosi già condannati per l’uccisione di Ilardo, e informazioni su processi a carabinieri e politici ancora in corso che evidenziano i doppi giochi messi in atto da uomini di Stato che non hanno garantito la sicurezza di Luigi: in questo intricato insieme di verità negate o nascoste dalle istituzioni e drammi familiari che hanno colpito parenti e conoscenti della vittima, l’attivismo e la determinazione nella ricerca della giustizia non si sono mai fermati, come testimoniano le esperienze di Luana, Stefano e tanti altri che sensibilizzano sul tema delle mafie.

Grazie a persone come loro, anche nelle scuole del biellese, lontane dalla Sicilia, si può imparare cosa significa vivere le barbarie del sistema mafioso, così da conoscerle meglio e comprendere finalmente che questa problematica in realtà ci tocca da vicino.

Jacopo Barazzotto