Descrizione Progetto

Siamo in lockdown e tutto avviene a distanza, quindi è tempo di inventarsi nuovi modi di comunicare: così venerdì si è tenuta la prima intervista/conferenza online nella storia del nostro liceo. Quattro studentesse nel ruolo di intervistatrici e un’ospite, Alice Pistono, in collegamento dalla Francia per discutere con un centinaio di studenti. Tema principale, filo conduttore dell’intero discorso, è stato il metodo CRISPR-Cas9 che ha regalato pochi giorni fa il Nobel alle due scienziate che l’hanno scoperto.

Ex-allieva del liceo del Cossatese e Vallestrona, Alice ha proseguito il suo percorso di studi all’estero, in particolare a Londra, dove ha conseguito una laurea in genetica per poi acquisire diverse esperienze sul campo. Alice ci ha parlato di un argomento a lei molto caro dando prova di quanto le informazioni complesse raccolte negli ultimi possano essere presentate in modo comprensibile.

CRISPR non è altro che l’acronimo di ‘Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats’, in parole povere ‘parti del codice genetico ripetute molte volte’; questo metodo, scoperto negli anni ‘90, è un meccanismo utilizzato dei batteri per riconoscere ed eliminare elementi esterni che potrebbero danneggiarli.

L’aggiunta all’acronimo di ‘Cas9’ si presenta solo nel momento in cui le chimiche Emanuelle Charpentier e Jennifer Doudna congiungono le proprie intuizioni utilizzando questo ‘enzima’ per riconoscere e tagliare la parte del nostro DNA che presenta errori ed aggiungerne un’altra corretta.

Da quel momento la fantasia degli scienziati ha iniziato a correre. Sono apparse possibili prospettive prima impensabili, cure per malattie genetiche che causano sofferenze, con l’eliminazione di errori nel DNA. I sogni corrono, ma purtroppo i primi esperimenti dimostrano che si presentano limitazioni nei confronti di pazienti in cui, insieme a malattie genetiche, sono presenti altre patologie i cui sviluppi non sono ancora certi.

Altra prospettiva è quella della lotta ai tumori, ma anche qui l’esito è incerto: sembrerebbe che questo metodo, se perfezionato, possa riconoscerne la presenza in un organismo, ma anche accrescere il rischio che ne crei altri.

In Italia purtroppo, a differenza dell’Unione Europea e degli USA, nonostante il costo di questa cura sia meno ingente che quello di una chemioterapia, la sperimentazione è ancora indietro e la tecnica della CRISPR-Cas9 rimane ancora molto poco conosciuta.

Oltre alle domande proposte dalle quattro redattrici del giornalino scolastico, diverse sono state anche le domande da parte del ‘pubblico’ che ha continuato a tener vivo l’interesse fino al termine dell’incontro. Per noi è stato una soddisfazione vedere come l’idea di queste interviste, nata poco più di un mese fa, si sia trasformata in poco tempo in realtà.

L’intera redazione ringrazia le numerose presenze e l’attenzione dimostrata: vi aspettiamo venerdì 20 novembre allo stesso orario per una nuova e, ci auguriamo, interessante conferenza!

Nelle prossime settimane avremo altri incontri, sui percorsi STEM all’Università, sui diritti delle donne, sull’arte al tempo dei Coronavirus e su altri temi ancora.

Nicole Marchioro