Descrizione Progetto

Il 29, 30 e 31 ottobre trenta ragazzi hanno lavorato come volontari ai Play The Game organizzati da Special Olympics.

Questi i loro pensieri

“Probabilmente hanno detto già tutti che è stata un’esperienza speciale ed emozionante, quindi salterò questa parte; sono stato assegnato al tennis per questo week end, mi è dispiaciuto un po’ perché non mi sono ritrovato a fare il servizio con i miei amici, ma sono contento di aver partecipato a questo sport anche perché lo sento molto vicino a me, perché è mio zio che mi ha avvicinato al tennis e lo pratico fin da quando ero piccolo.

Sono successe molte cose dalle più serie alle più bizzarre, certamente quella che mi porterò per sempre con me sono gli sguardi confusi dei ragazzi quando ho lanciato la moneta per fare testa o croce e la moneta mi è finita nella manica, non era nulla di calcolato e nemmeno io avevo ben capito dove fosse finita la moneta, e loro tanto meno e iniziarono a chiedermi se avessi truccato la moneta, questo mi ha dimostrato quanto sia semplice fare la cosa giusta anche se la cosa giusta in quel momento non esiste.”

Riccardo C.

“È stata una bella esperienza che mi ha aiutato a comprendere che dietro a ogni grande sfortuna, come la disabilità, ci sono sempre persone che mettono a disposizione il loro tempo per aiutare chi ne ha bisogno; l’altra cosa che mi ha fatto ragionare è come lo sport ha un ruolo fondamentale nella vita di questi ragazzi, in quanto in esso trovano un ambiente dove possono dare il proprio meglio e ambire a qualcosa in più di quello che gli altri si aspettano e soprattutto grazie ad un ambiente composto da dei team pronti ad aiutarli sempre col sorriso.”

Matteo Z.

Penso che questa esperienza mi rimarrà nel cuore… ho capito che davvero i limiti delle persone sono solo nella testa e soprattutto nella convinzione di non potercela fare, ho visto atleti lottare ed essere felici non solo di aver vinto, ma di aver vinto lottando per davvero e questo mi ha fatto veramente emozionare!

Aurora