Dover far finta di aver più di 24 anni

Potremmo intitolare le nostre ultime tre interviste la “trilogia tedesca”, perché abbiamo dialogato con ex studenti del Linguistico per i quali la Germania ha avuto un ruolo importante nel successivo percorso di formazione. L’ultima è Francesca Valle Dallacqua, che lavora a Bonn, in Germania, in una società di consulenza commerciale e business development che favorisce l’interazione tra aziende italiane e aziende tedesche, ma che non ha ancora rinunciato a implementare la sua formazione.

Partiamo con una domanda facile. Dopo il diploma dove hai studiato e in cosa ti sei laureata?

Dopo il diploma ho deciso di continuare gli studi in ambito linguistico ma con un approccio molto più pratico. Ero sicura di non voler studiare più letteratura, ma di cercare un corso di studi che mi potesse permettere di lavorare fin da subito. All’epoca ero ancora indecisa se dirigermi verso il turismo o verso l’ambito strettamente aziendale. Di conseguenza ho scelto l’università della Valle D’Aosta, specificamente il corso di Lingue e Comunicazione per l’Impresa ed il Turismo.

Un percorso che, inoltre, mi avrebbe permesso di continuare gli studi prendendo una doppia laurea (quella francese) e frequentare obbligatoriamente un anno in Francia, oltre ad un semestre per il tirocinio nel Paese di mia preferenza (che prevedevo già essere un Paese di lingua tedesca).

Se tornassi indietro sceglieresti di nuovo quel percorso? Quali sono i suoi punti forti e i suoi punti deboli?

Assolutamente si. Lo consiglio vivamente.

Ottimo livello di lingua e con la possibilità fin da subito di ottenere un lavoro.

Posso citare solo punti forti:

  1. Si ha la possibilità di imparare molto bene le lingue e di avere sia un’infarinatura in ambito turistico e in ambito economico.
  2. Possibilità di viaggiare e di frequentare un’altra università per un anno. Si è allo stesso livello dei ragazzi francesi, di conseguenza non vi sono “esami privilegiati” o differenziazioni. (Forse può essere un punto debole, dato che mi ha abbassato la media finale dei voti di un punto…ma sicuramente a livello personale mi ha fortemente cambiato e cresciuto)
  3. Possibilità di svolgere uno stage all’estero che permetta di comprendere ciò che “si vuole fare da grandi”. Ottimo corso per chi non ha ancora le idee molto chiare.

Però la tua formazione non è ancora finita vero? Adesso cosa stai studiando e perché?

Mi sono laureata mentre lavoravo part-time presso l’azienda dove ho svolto lo stage universitario (Italia Marketing GmbH, luglio-settembre 2020). In tre mesi ho scritto la tesi ed il primo giorno di lavoro full-time, 1° ottobre 2020, ero in ferie per discutere la mia tesi online.

Di conseguenza non mi sono mai fermata. Dopo un anno, ero però delusa e perplessa sul mio futuro. Sicuramente ero entusiasta, come lo sono tutt’ora del mio percorso, avendo iniziato a 22 anni a lavorare full-time in Germania, ma volevo sicuramente ancora prendere un grado di studio superiore per me stessa e per il mio futuro lavorativo. Ho discusso questa mia idea con i miei datori di lavoro che mi hanno offerto di continuare a lavorare per loro sempre full-time e di frequentare un MBA (Master di Business Administration) con specifica Marketing-Management, totalmente finanziato da loro firmando un contratto a parte che mi avrebbe permesso di ricevere il rimborso per tutti gli studi ma con l’obbligo di rimanere ancora due anni al conseguimento dei titoli di studio nella loro azienda (Concetto: “ Noi investiamo su di te, ma tu fai crescere noi”) e con la promessa di aumentare lo stipendio (promessa mantenuta: ho avuto già due aumenti di stipendi lordi in un anno).

Sono molto contenta di questa possibilità anche se molto spesso ammetto di avere momenti di pentimento. A volte, risulta molto difficile coordinare le mie due attività, perché non lavoro part-time, quindi per melo studio è il mio secondo lavoro del weekend. Ho fatto alcune rinunce, ma sicuramente è il mio carburante per andare avanti. Io sono una persona che deve avere sempre “qualcosa da fare” e penso sempre che non avremo abbastanza tempo nella nostra vita per conoscere tutto quello che la vita ci può offrire quindi diciamo che non perdo un secondo: ammetto che non ho un’esistenza molto semplice…ma sicuramente adoro il mio lavoro, il che è molto importante e mi ritengo molto fortunata a dirlo al giorno d’oggi (posso confermare che ogni volta che Francesca durante la chiacchierata ha parlato del suo lavoro ha trasmesso entusiasmo NdR).

Francesca, tu parli fluentemente inglese, tedesco e francese, vivi in Germania, fai consulenza commerciale ad aziende italiane e tedesche che vogliono rafforzare i propri scambi con l’altro paese, fai colloqui per assumere personale, segui stagisti e intanto studi per un master. Tutto questo a 24 anni. Dici che in Germania questo è facile da accettare, mentre quando ti presenti in Italia devi lasciar credere di essere più vecchia. È perché in Italia siamo troppo abituati a considerare poco i giovani?

Esatto, ai miei interlocutori italiani dico sempre di avere almeno 27 anni, perché così possono pensare che abbia almeno concluso gli studi magistrali e abbia magari qualche anno di tirocinio alle spalle. In Germania, senza problemi ammetto di avere 24 anni, perché è normale che una persona con la mia età viva da sola, che sia economicamente indipendente dai genitori e abbia responsabilità lavorative. In Italia purtroppo non è così. Secondo me vi sono dei problemi legati agli investimenti sugli studi, sui giovani e sul lavoro. Ma non vorrei dilungarmi troppo.

Recentemente ho letto un saggio in cui l’autore scriveva: “I paesi che perdono cittadini oggi sono probabilmente destinati a declinare domani, e viceversa quelli che attraggono giovani sono quelli che domani saranno più fiorenti”. L’Italia sta uscendo sconfitta da questa sfida? Perché?

Si, credo che l’Italia attualmente stia perdendo molti giovani. Non si investe abbastanza su di noi e non ci vengono date le stesse opportunità che vengono date all’estero. (Dalle tasse universitarie, agli incentivi sul matrimonio, figli etc..)

Ancora una domanda. Come immagini il tuo futuro tra qualche anno?

Bella domanda. Ammetto che finalmente mi concedo la libertà di dire “non lo so”. Ho iniziato a lavorare presto, con 22 anni, non ho mai smesso o preso una pausa per me stessa. Ogni tanto sogno un anno sabbatico, nel quale vorrei fare il giro del mondo da sola per cercare di conoscere nuove culture e nuove persone. Poi l’altra metà di Francesca (quella più “Deutsch”), mi dice no, devi pensare alla tua carriera. Mi sento tra due fuochi.

Sicuramente credo di rimanere ancora per altri anni in Germania, però è anche vero che ho i miei genitori anziani e mi chiedo se dovrei tornare in patria quando loro avranno bisogno di me.

Un altro aspetto che gioca un ruolo importante è il desiderio di costruire una giovane famiglia. Mi piacerebbe avere con 28 anni un primo figlio, dato che io ho avuto genitori che mi hanno avuto tardi. Questo sicuramente inciderà sulla mia decisione di rimanere in Italia o in Germania. Al momento sono felicemente single, quindi diciamo che sto attendendo ancora di scontrarmi con la persona che mi faccia diventare “sedentaria”.

Grazie mille 😊

Grazie a te, auguri di buone feste e per i tuoi progetti futuri

MFT