Candidata della coalizione di Centro Sinistra

La candidata ha preferito, prima di rispondere alle nostre domande, presentarsi brevemente.

Vi ringrazio per la proposta di rispondere a domande su temi a voi più cari ed è sicuramente un piacere avere come lettori giovani studenti. Prima di iniziare vorrei solo darvi qualche informazione su di me, per farmi conoscere.

Mi chiamo Maria Moccia, ho 58 anni, nata e cresciuta a Vercelli,  sposata, due figli. Sara, 30 anni, lavora in un negozio di ortopedia e Lorenzo di 24, appena rientrato da un anno di Erasmus a Braga in Portogallo, studente di International Economics alla Bicocca a Milano. Lavoro come assistente amministativa all’ASL VC, a Vercelli, mi occupo oramai da più di 2 anni di gestione servizi e portali regionali legati al Covid.

Sono stata dal 2018 al 2019 Assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili nel Comune di Vercelli.

Da sempre appassionata di politica ho deciso di dedicarmi attivamente dal 2007, quando con la nascita del PD mi sono sentita più motivata e spinta a farlo.

Leggendo i programmi dei partiti e ascoltando i discorsi dei candidati si ha l’impressione che si parli di tanti argomenti, dalle tasse, alla guerra, dal prezzo del gas alle pensioni e al reddito di cittadinanza ma poco dei giovani e del loro futuro: tra i temi che più stanno loro a cuore tutti i partiti sembrano farsi portabandiera di uno sviluppo sostenibile, ma poca attenzione è riservata all’estensione a tutti di alcuni diritti a tutti i cittadini. Per questo vorremmo proporle alcune domande.

Sul lavoro dei giovani nei programmi ci sono alcuni accenni, ma non pare un tema prioritario: i dati sulla disoccupazione giovanile dell’Italia però sono tra i peggiori dell’Eurozona. In Italia per un giovane arrivare prima dei 30 anni all’autonomia finanziaria, che vuol dire anche autonomia personale, è un’impresa e non esistono, come accade in altri paesi, leggi che ci permettano di accedere in modo semplice a lavori temporanei o a tempo parziale che altrove sono il primo passo verso l’autonomia. Nel vostro programma c’è qualche cosa in proposito e, onestamente, che posto occupa? (qui converrebbe andarsi a vedere il programma del partito a cui appartiene il candidato che si intervista e, se qualcosa c’è, focalizzare meglio la domanda).

Avete perfettamente ragione quando affermate che in ogni discorso politico vengono discussi e portati all’ attenzione tanti argomenti pratici e attuali, talvolta estremamente complessi ma poco comprensibili, altre volte lontani dalla vita di tutti noi, soprattutto dai giovani.

Più che lontano da voi direi senza la dovuta attenzione e il giusto linguaggio. Per quello che mi riguarda, e intendo la visione che ho come candidata PD ma soprattutto come persona con un impegno e una responsabilità politica, tutti gli argomenti che vengono trattati e proposti in campagna elettorale hanno uno stretto collegamento con il mondo dei giovani, non è possibile separarli, sono la cornice per il futuro. Dal lavoro all’istruzione, dall’ambiente ai diritti e cittadinanza, dalla cultura alla salute, dalla giustizia alle disuguaglianze.

Cerco di fare degli esempi pratici e più strettamente legati al nostro programma.

Vi do prima di tutto 2 numeri: 24 e 30.

24 è l’età media in cui un giovane esce di casa e diventa autonomo nella quasi totalità dei Paesi Europei, 30 è quella italiana.

Senza considerare il problema della vera migrazione e cioè quella dei giovani italiani che vanno a studiare o lavorare all’Estero.

È quindi un nostro dovere preparare il terreno con responsabilità e cura perché il vostro futuro è il futuro del nostro Paese.

La dotazione di 10.000 euro, erogata al compimento dei 18 anni sulla base dell’ISEE familiare serve per coprire spese relative alla casa, all’istruzione, all’avvio di una attività lavorativa. I costi di questa misura saranno coperti in prevalenza dalle entrate che derivano dalla modifica dell’aliquota delle imposte sulle successioni e donazioni che superano i 5 milioni euro e queste sono pari allo 0,2% del totale delle eredità e donazioni in Italia.

Inoltre, aiuteremo le ragazze e i ragazzi a uscire di casa potenziando il Fondo di garanzia mutui per la prima casa e introducendo un contributo affitti di 2000 euro per studenti e lavoratori Under 35 in base al reddito.

 

Della scuola invece un po’ tutti i partiti parlano, ma leggendo i programmi si ha l’impressione di trovarsi di fronte più a proposte su problemi parziali più che ad una visione chiara del ruolo centrale che la scuola dovrebbe occupare per assicurare un futuro al nostro Paese. Tra le proposte della vostra coalizione qual è o quali sono quelle che secondo lei possono fare la differenza.

Parliamo di scuola e lavoro. La nostra proposta parte dalla scuola come motore del Paese. Proponiamo un Fondo Nazionale per i viaggi studio, le gite scolastiche, il tempo pieno nel doposcuola e l’acquisto di attrezzature sportive e strumenti musicali. Vogliamo la creazione di ambienti di apprendimento sostenibili, accessibili e sicuri. Vogliamo garantire la piena gratuità del trasporto pubblico locale per le famiglie a reddito medio basso e ci impegniamo per la gratuità dei libri di testo, sempre su base ISEE, e il pieno accesso ai servizi psico-pedagogici. Renderemo l’apprendistato il principale strumento di ingresso nel mercato del lavoro prevedendo l’abolizione degli stage extra-curricolari salvo quelli al termine di un percorso di studi, ma comunque retribuiti e per una durata massima di 12 mesi. Devono tornare ad essere lo strumento di formazione e non più occasione di sfruttamento o lavoro sottopagato. I tirocini saranno parte integrante dei curricula di studi con una durata limitata, controlli rigidi su eventuali abusi e sulla sicurezza. Saranno previste, attraverso l’Istituzione di un Fondo dedicato presso il Ministero dell’Istruzione, adeguate forme di rimborso delle spese sostenute. Gli istituti tecnici-professionali dovranno interagire direttamente con le richieste ed esigenze del mondo del lavoro locale in modo che la formazione specifica sia già avviata durante gli anni di studi e possano essere predisposti gli adeguati tirocini dove arriva la richiesta. Insomma, la scuola deve essere un “ponte di collegamento” con il mondo del lavoro.

Continueremo sulla strada dell’azzeramento dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni eliminando il lavoro precario e le forme contrattuali atipiche. Introdurremo una pensione di garanzia, stanziando da subito le risorse necessarie per garantire una pensione dignitosa a coloro che hanno carriere lavorative discontinue e precarie.

Alla base delle nostre risposte per il mondo dei giovani c’è la proposta che per ogni euro investito per gli over 60 ne vengano investiti altrettanti in favore degli under 35.

Secondo i sondaggi sulle opinioni dei giovani se l’avessero dovuta votare loro la Legge Zan sarebbe passata con un plebiscito e così sembra ci sia un sentire condiviso su temi come il diritto all’eutanasia o quello al Suicidio assistito. Quale pensa potrà essere, nei prossimi 5 anni, il vostro lavoro su questi temi? Un’altra questione rimasta senza risposta è quella sullo Jus Scholae. Su questo tema qual è la vostra posizione.

Abbiamo sempre portato avanti battaglie per garantire la piena attuazione di diritti fondamentali perché solo così tutti possano sentirsi a casa, non lasciati soli ad affrontare i problemi.

Approveremo subito la legge contro l’omolesbobitransfobia e introdurremo il matrimonio egualitario. Sono richieste di uguaglianza, la voce di chi rivendica libertà e autodeterminazione, pari dignità. Forse siamo stati poco incisivi e determinati in passato ma ora più che mai non possiamo permettere che la destra continui a ripetere che non è il momento giusto, l’Italia è già in ritardo.

Approveremo una legge sul fine vita nel caso di una malattia irreversibile e che sia causa di sofferenze intollerabili, per affrontare la morte in modo dignitoso, nella piena capacità, da parte del malato, di assumere decisioni consapevoli. Come PD ci siamo fatti promotori in questa Legislatura della Legge sulla morte medicalmente assistita, finalizzata proprio a recepire le indicazioni della Corte Costituzionale.

La cura deve essere la prima risposta, ogni cura e solidarietà, ma dove non basta, quando la sofferenza non si può lenire è un dovere non far finta di nulla e garantire una morte dignitosa.

Per lo Jus Scholae siamo favorevoli e promotori. La fine anticipata del Governo Draghi purtroppo ha rallentato e spostato molte proposte in corso di approvazione che purtroppo vedevano Lega e Fratelli d’Italia fermamente opposti. Fino ad oggi, secondo le norme attualmente in vigore, per i minorenni di origine straniera nati in Italia, solo coloro che hanno risieduto legalmente e senza interruzioni nel nostro paese fino al raggiungimento della maggiore età possono diventare cittadini italiani presentando richiesta entro un anno dal compimento della maggiore età. Una legge superata per bambine, bambini e adolescenti che nascono e crescono in Italia insieme ai compagni di scuola ma con meno diritti e opportunità. Non riconoscergli la cittadinanza italiana si rischia di limitare il loro senso di appartenenza al territorio, alla comunità, al contrario il riconoscimento promuoverebbe l’integrazione e aprirebbe ad un senso di partecipazione e appartenenza.

Lo Ius Scholae punta a riconoscere il ruolo della scuola e consentirebbe a quasi un milione di ragazzi under 18, nati in Italia o arrivati entro i 12 anni e che risiedono legalmente, la possibilità di chiedere la cittadinanza dopo aver frequentato almeno 5 anni di studio nel nostro Paese in uno o più cicli scolastici.

Voglio un’Italia in cui le differenze siano considerate ricchezza e non ostacolo, possiamo e dobbiamo avanzare i diritti e creare uguaglianza.

Non le chiediamo se siete favorevoli a puntare ad uno sviluppo sostenibile perché su questo tutte le coalizioni sono d’accordo. Le chiediamo allora tre risposte chiare su tre questioni controverse: energia nucleare, rigassificatori e termovalorizzatori. A cosa è favorevole e a cosa no?

Sui termovalorizzatori bisogna fare un ragionamento che guarda al territorio, alla politica locale in cui le province di Biella e Vercelli ne sono direttamente interessate. Non possiamo farne un discorso generale. Le conseguenze negative della costruzione di un termovalorizzatore nel Comune di Cavaglià sarebbero andate a compromettere ulteriormente la qualità ambientale di un’area già oggetto di forte sfruttamento. Quindi è importante approvare al più presto un Piano Regionale di Gestione Rifiuti Urbani e Bonifica delle Aree Inquinate e stimando il fabbisogno impiantistico Regionale perseguendo l’obiettivo dell’autosufficienza regionale nello smaltimento dei rifiuti, soluzione che dia precedenza al riciclaggio dei rifiuti con recupero di materia lasciando al recupero energetico con incenerimento unicamente il ruolo residuale che gli riconosce la normativa europea e nazionale. Anche sul nucleare il nostro territorio è ancora in pieno processo di disattivazione della Centrale “E. Fermi” e del sito di Saluggia con i rifiuti radioattivi stoccati in depositi temporanei e l’individuazione di un sito dove realizzare il Deposito Nazionale pare essere ancora in pieno stallo. Per avere un nucleare di quarta generazione che riduca il costo derivante dall’uso dell’energia fossile ci vogliono almeno vent’anni. Le risorse degli investimenti per rilanciare il nucleare possono essere molto più efficaci dando una forte spinta alle rinnovabili che in tempi molto più rapidi possono dare benefici ambientali ed economici superiori. Non sono comunque contraria a fare valutazioni sul nucleare in futuro. Sul ricorso ai rigassificatori direi che appare necessario ma a condizione che costituiscano una soluzione-ponte, che rimangano attivi pochi anni e che possano essere smobilitati prima del 2050.

Molti nostri compagni si chiedono se il 25 settembre valga davvero la pena andare a votare. Cosa direbbe a chi è incerto su questo punto.

Perché andare a votare? Prima di tutto perché è un diritto sacro e non credo dell’efficacia dell’astensionismo. Il voto per la coalizione di sinistra è per una grande forza che contrasti la destra.

Perché un giovane dovrebbe votare PD? Perché vogliamo riportare i giovani non solo al centro della vita politica ma anche dei programmi elettorali. Dobbiamo restituire alle nuove generazioni il diritto di costruirsi percorsi di vita e di emancipazione, ma con alle spalle altri diritti affermati e una situazione che non sbarri la strada. Diritti civili e libertà individuali sono inseparabili dai diritti materiali e dalle lotte sociali. Il vostro diritto è poter sognare e sperare nel futuro, non dovete cambiare paese ma dovete avere la possibilità di cambiare il paese dove vivete.

Vi saluto con quelli che sono i miei punti fermi per fare politica:

Libertà, rispetto, accoglienza, integrazione e senso di appartenenza.

Grazie alla candidata e a domani per la seconda intervista.