UNA RIFLESSIONE A DUE VOCI AL TERMINE DEL LES QUADRIENNALE

5 anni fa il Liceo del Cossatese e Valle Strona lanciava una scommessa rischiosa per almeno tre motivi.

Il primo era che si trattava di un nuovo indirizzo, il Liceo Economico Sociale. Il secondo era che si proponeva, unici nel Biellese, la sperimentazione di un percorso quadriennale. La terza è che si puntava su una didattica fortemente innovativa, in cui le lezioni tradizionali erano affiancata da attività laboratoriali, compiti di realtà, uscite sul territorio

Per due anni il LES ha avuto un numero di studenti sufficiente per far partire la classe poi, complici alcuni eventi inattesi e “pesanti”, tra le quali la chiusura della sede di Vallemosso e il Covid, tutto si è complicato e negli anni successivi non si è più raggiunto il numero sufficiente di iscritti per attivare le classi.

A giugno è arrivata a conclusione del suo percorso la prima delle classi LES. Valeva la pena di fare un bilancio e abbiamo chiesto una valutazione a due dei neodiplomati, Alessandro e Edoardo.

 Alessandro ha scelto subito il LES e dice: “Se dovessi ricordare uno degli anni più importanti per me, l’anno 2017 sarebbe uno di questi. È stato l’anno della scelta delle scuole superiori. Fra le tante opportunità che avevo a disposizione ho deciso di cogliere la più innovativa: il Liceo Economico Sociale quadriennale con curvatura Bio+. Primo e unico nella provincia di Biella. Una grande sfida piena di dubbi per tutti, sia per gli alunni che per i docenti. Un progetto innovativo che non voleva tagliare un anno di lezioni e neppure comprimere in quattro quello che si faceva in cinque”.

Diverso, a suo modo molto particolare, il percorso di Edoardo: “La ricerca della scuola superiore adatta a me non è stata semplice né priva di difficoltà. Durante l’ultimo anno di scuole medie, forse un po’ influenzato dalle indicazioni dei mei professori e spinto, inoltre, dalla paura di ritrovarmi completamente da solo in una classe piena di sconosciuti, decisi di iscrivermi al Liceo delle Scienze Umane, presso l’istituto superiore del Cossatese e Vallestrona. Capii solo successivamente, nel corso dell’anno, di aver sbagliato indirizzo (…).

Verso la fine del mio primo anno da liceale, tuttavia, venni a conoscenza di un nuovo indirizzo che sarebbe stato proposto nel mio stesso istituito per l’anno successivo (anno scolastico 2018-19), ovvero il Liceo Economico Sociale sperimentale quadriennale. Scelsi, così, di cambiare e passare a quest’ultimo. Al contrario di molti dei miei compagni, i quali decisero di iscriversi a questo corso principalmente poiché più breve rispetto agli indirizzi tradizionali, io non tenni per niente in considerazione questo elemento. Mi ritrovai, infatti, a dover iniziare nuovamente dalla prima, cosciente del fatto che avrei frequentato, in qualunque caso, i classici cinque anni di scuola superiore. Ripartire dalla prima, ad ogni modo, non mi ha mai fatto sentire indietro o inferiore rispetto ai miei coetanei, poiché, in primo luogo, avrei terminato comunque con loro il liceo, e, inoltre, ho sempre ricordato le difficolta che avevo vissuto, al contrario di tutti gli altri”.

Alessandro trova che questa scelta avesse diversi punti a suo vantaggio: “Tra i punti di forza di questo corso citerei l’insegnamento di due lingue straniere (inglese e spagnolo), materie che solitamente non vengono proposte in un liceo delle scienze umane, e la curvatura BIO+, esclusiva del LES di Valle Mosso, la quale ha previsto un potenziamento dello studio delle Scienze, in modo da fornire una preparazione più completa e trasversale”. Anche l’idea di una didattica innovativa lo attirava molto: “Dopo quattro anni, posso affermare che si è rivelata una scelta gratificante e vincente: grazie alle metodologie utilizzate (innovative rispetto alla maggior parte delle scuole del territorio), al setting d’aula completamente rivoluzionario rispetto agli altri corsi, all’ottima preparazione dei miei docenti e al buon clima relazionale che si è istaurato con i miei compagni di classe. In questi anni, resi più difficoltosi dalla pandemia ho acquisito infatti conoscenze e abilità e sviluppato competenze elevate, nonostante i lunghi periodi in cui abbiamo dovuto seguire in Dad. Tutto ciò grazie anche al fatto che, fin dall’inizio della prima superiore, abbiamo utilizzato nel nostro quotidiano computer, tablet e strumenti come la piattaforma Classroom divenuta poi tristemente famosa durante il lockdown. L’apporto e il supporto dei miei insegnanti sono stati però fondamentali per superare anche le difficoltà emerse durante la pandemia.

Insomma, il percorso di studi è stato molto impegnativo anche perché prevedeva un monte ore più elevato rispetto agli altri licei (36 ore), sia per compensare la mancanza di un anno scolastico sia per lo studio delle Scienze. Questo scoglio è stato superato grazie ad un nuovo modo di fare didattica, in cui noi studenti siamo stati messi al centro del dialogo educativo in modo da favorire la nostra crescita da più punti di vista, cioè cognitivo, motivazionale e relazionale”.

Anche Edoardo mette l’accento sull’importanza dell’innovazione didattica: “Il LES sperimentale si basa sui modelli educativi scandinavi, che prevedono che le lezioni non debbano essere meramente frontali e caratterizzate da individui che apprendono in maniera passiva, come avviene nella maggioranza dei casi nella Scuola italiana, ma richiedono un’elevata partecipazione anche ai singoli studenti, mediante la creazione di dibattiti o di lavori multimediali e interdisciplinari. In aggiunta, elemento che ho ritenuto stimolante e funzionale è stata la previsione di attività extrascolastiche, quali partecipazione a conferenze o incontri con esperti, per integrare il programma svolto in classe con l’effettiva realtà odierna. Sicuramente, però, l’avvento della pandemia da Covid-19 ha destabilizzato questo modello basato sull’interazione continua tra persone: ad esempio, la stessa disposizione dei banchi, originariamente organizzati a isole, è dovuta cambiare per rispetto delle normative anti-Covid. Nonostante ciò, siamo riusciti a mantenere la specificità del corso, in particolar modo, mediante l’ausilio dei dispositivi informatici, quali tablet o pc, che ci hanno permesso di collaborare anche se distanti”.

Alessandro ed Edoardo concordano sul fatto che la scelta fatta quattro anni sia stata un’ottima scelta. Per Alessandro: “Il LES è, mio avviso, il “liceo della contemporaneità” perché nel suo piano di studi include discipline che permettono la comprensione dei complessi fenomeni economici, sociali e culturali che caratterizzano il mondo di oggi. La preparazione acquisita inoltre apre molte strade,sia per coloro che vogliano entrare subito nel mondo del lavoro sia per quelli che, come me, hanno deciso di proseguire gli studi. L’ampio ventaglio di materie affrontate permette di effettuare non solo scelte differenti ma di avere la possibilità di spaziare, ad esempio, in ambito universitario, tra diversi corsi di laurea (di carattere economico, giuridico, filosofico, linguistico, antropologico)”.

Edoardo aggiunge che: “Devo riconoscere a questo liceo anche l’aiuto fornitomi nella scelta universitaria. Come credo valga per la maggioranza degli studenti, infatti, ho preso una decisione solo nel corso di quest’ultimo anno scolastico. In particolare, sia grazie alla panoramica fornitaci durante questi quattro anni sia, soprattutto, con l’aiuto dei miei professori, ho capito di voler approfondire gli studi giuridici e, quindi, di iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza.

Facendo quindi un bilancio della mia esperienza, anche a livello umano, posso affermare con certezza che questa è stata tutt’altro che negativa. Fin da subito, infatti, non mi sono sentito sperso tra estranei: si sono sviluppate facilmente relazioni di amicizia, soprattutto tra noi studenti, al contrario di quanto era successo nella mia vecchia classe, e, successivamente, anche con gli insegnanti. Ovviamente, non è sempre stato tutto rose e fiori: ci sono state diverse litigate e discussioni, ma tutto questo, a parer mio, ha permesso che il rapporto che vi era tra noi si fortificasse ancor di più. Proprio per questo motivo, dopo quattro anni, mi è dispiaciuto molto dover salutare tutti coloro che hanno reso questo lasso di tempo per me speciale. Non per niente, credo che quel che sono oggi e quello che sono riuscito a raggiungere sia dovuto in gran parte al supporto che ho ricevuto sia dai compagni sia dai docenti”.