Sondaggio tra gli studenti sul blocco del DdL Zan

Lo scorso 27 ottobre il Parlamento ha bloccato il percorso di approvazione del DdL Zan, una legge che aveva lo scopo di inserire un aggravante per le aggressioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.

Dopo questo voto le speranze di riuscire a trasformare in tempi ragionevoli il disegno di legge in una norma sono pochissime: saranno necessarie numerose modifiche e almeno sei mesi di attesa prima che una nuova proposta, diversa ma con gli stessi intenti, venga analizzata in Parlamento.

Una decisione che sembra allontanare la speranza che un giorno tutte le minoranze saranno ugualmente tutelate e accettate.

Per approfondire abbiamo chiesto agli studenti del Liceo un parere su quanto accaduto.

Visto che due su tre di quanti hanno risposto dichiara di aver assistito ad almeno un episodio di discriminazione, si capisce perché tra noi studenti sia forte la percezione che sia sbagliato che la strada da percorrere per arrivare alla piena tutela debba essere ancora così lunga. Non è solo il fatto che ogni giorno, sentiamo notizie di violenze fisiche e verbali a danno di quelle persone che sarebbero state maggiormente protette con la legge Zan: il fatto è che due su tre di noi non ne hanno solo sentito parlare, ma le hanno viste accadere.

Se è vero che gli aggressori verrebbero condannati comunque, è altrettanto vero che, secondo noi studenti (200 su 230 votanti), era opportuno aumentare le pene per chi attacca una persona per una delle caratteristiche previste dal DdL: caratteristica che la rende addirittura anormale agli occhi di alcuni membri meno consapevoli dei diritti altrui. Al momento la legge punisce più severamente chi discrimina per motivi religiosi, etnici e condizioni sociali, ma non per motivi di orientamento sessuale, disabilità e le altre categorie per cui il DdL Zan avrebbe aumentato le tutele.

Il punto è che quando si attacca un singolo appartenente a una minoranza, si attacca più o meno direttamente anche tutto il gruppo a cui esso fa parte, e per questo l’intera comunità delle persone appartenenti alle categorie più vulnerabili va difesa con fermezza.

Secondo gli studenti è dunque un peccato che non si sia riusciti a cogliere l’occasione per difendere con più convinzione i diritti di tutti e di queste persone in particolare. Qualcosa però, nonostante tutto, sembra muoversi: se fino a qualche decina di anni fa sull’argomento anche tra i giovani il dibattito era aspro, con posizioni divergenti e un’accettazione della diversità tutt’altro che condivisa, oggi sembra che la maggioranza riconosca senza incertezza la necessità di difendere alcuni diritti.

È anche per questa ragione che, come studenti, siamo rimasti stupiti dal risultato, della votazione in Parlamento che ha detto no al disegno di legge Zan. Come mostrano i dati delle risposte alle nostre domande sulle storie della pagina Instagram, ci ha stupito ancora di più, ma forse stupito non è la parola giusta, l’esultanza di una grossa parte di Parlamentari all’esito della votazione sul blocco del DdL Zan. Quasi tutti gli studenti hanno definito i festeggiamenti vergognosi (88%) o esagerati (9%): le altre due risposte, cioè “giusti” o “adeguati”, sono state praticamente ignorate.

Al di là delle opinioni e delle critiche di ognuno su alcuni particolari della legge, sembra che noi studenti condividessimo gli intenti che stavano alla base del provvedimento. Lo scopo non è stato raggiunto e sicuramente non c’è nulla da festeggiare: non bisogna perdere la speranza perché sono sempre di più gli italiani che lottano per i diritti di tutte le minoranze, senza alcuna distinzione e senza alcuna barriera. L’omofobia e l’odio in generale vanno combattuti sempre, con o senza un supporto giuridico, perché non si può tollerare chi è intollerante contro il modo di intendere l’amore o il proprio modo di essere di una persona.

Jacopo B.