Un anno di cui ricorderemo il silenzio triste degli spazi vuoti

Che dire, a breve il “timer” raggiungerà lo 0 di un anno che certamente non verrà dimenticato e lascerà spazio, tutti lo speriamo, ad una nuova ripresa, un nuovo inizio.

Abbiamo chiesto a chi ci segue sui Social di dichiarare quale immagini resteranno legate all’anno che ci lasciamo alle spalle e ci hanno risposto oltre 150 persone.

Sono tanti eventi che hanno segnato questi 366 giorni, enumerarli occuperebbe troppo tempo e forse nessuno sarebbe in grado di riportarli tutti (grandi o piccoli che siano).

Ci sono immagini che più di altre hanno segnato quest’anno e saranno associate in ognuno di noi al ricordo di questo brutto periodo.

Al primo posto le città deserte durante i periodi, soprattutto il primo, di “lockdown” (uno tra i tanti termini che resteranno nei nostri dizionari).

Altre immagini simbolo dovute all’indesiderato protagonista di questa epoca, il COVID-19, sono quelle delle scuole vuote e dalle file di camion militari costretti a trasportare le bare, per via dei troppi morti che si accumulavano:

pessimi ricordi.

Anche tra gli eventi “non Covid” dominano immagini poco piacevoli.

Quelle delle violenze e delle proteste e le manifestazioni contro il razzismo dei BLM sono al primo posto, seguite da quelle degli incendi in Australia, quando ancora il Coronavirus era preso da qualcuno con leggerezza.

Al terzo posto, una consolazione, le elezioni presidenziali, sempre negli USA, con la vittoria di Joe Biden e la nomina, come vicepresidente, di Kamala Harris.

Alla fine di questo 2020 siamo un elastico ancora trattenuto, teso, in attesa di essere rilasciato per tornare a vivere in totale libertà, e forse, potremmo iniziare a valorizzare la vita stessa, insieme le routine prima disprezzate.

P: Sebastiano